Torna il segno positivo all’export di Como Taborelli alle imprese «Usciamo dal tunnel»

«Ci vuole uno scatto, un cambio di marcia e mettere in campo due elementi fondamentali: il coraggio e il cuore»: così, in estrema sintesi, Ambrogio Taborelli, presidente di Confindustria Como, ha messo a fuoco il difficilissimo momento che l’economia lariana sta attraversando. Una crisi evidenziata ieri nel corso dell’assemblea generale. Taborelli non ha nascosto la testa sotto la sabbia, ma anzi ha esortato gli associati a «cercare la luce in fondo al tunnel, perché prima o poi tornerà e non dobbiamo smettere di cercarla». La sua è stata un’analisi lucida e puntuale che ha sollecitato gli imprenditori comaschi a muoversi sui mercati esteri - soprattutto quelli emergenti come Turchia, Egitto, Ucraina, Arabia, Vietnam, Russia - ma anche italiani in sinergia, attraverso reti d’impresa che, insieme con una filiera robusta e ben funzionante, rappresentano un ingrediente fondamentale per rafforzare il tessuto produttivo. Taborelli ha anche esortato a investire su giovani, meritocrazia e capacità, così come ha rivolto un chiaro messaggio alle istituzioni: «C’è bisogno di riforme strutturali - ha detto - modernizzare lo Stato, semplificare la vita delle imprese, ricominciare a investire nelle infrastrutture e di ridurre il costo dell’energia». Como soffre come e più di altre province: lo ha detto chiaramente Marco Fortis, vicepresidente di Fondazione Edison. I dati dell’export del 2009 dicono che il comparto tessile ha registrato un -22 per cento, quello dei macchinari un -28 e quello del mobile un -20 per cento. «Qualche timido segnale di ripresa - ha detto - si è avuto nel primo trimestre dell’anno con un export complessivo assestatosi sul +4 per cento, ma non è ancora arrivato il momento di pensare positivo». Fra le curiosità risulta che la provincia di Como è la prima in Italia nel settore dell’esportazione di pesce lavorato. Più che una curiosità una stranezza.

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