Tornano i «soliti ignoti»: ladri fanno razzia nella dispensa dei derubati

Due coniugi milanesi tornano a casa l'altra sera e scoprono la porta e l'appartamento a soqquadro. I topi d'appartamento tra le altre cose di - poco - valore, hanno portato via anche tutte le provviste contenute nel frigorifero e nella credenza. Come dire: proprio un colpo fatto per fame

Buttano giù una parete per arrivare alla cassaforte del Monte di Pietà ma sbagliano muro e devo accontentarsi della pasta e fagioli trovata in cucina. Era la trama dei «Soliti ignoti» il capolavoro diretto da grande Mario Monicelli nel 1958. Lo si guarda sempre con grande piacere, pensando «Be', è solo di cinema, di finzione». Ebbene no. È capitato, anzi capita ancora, e sicuramente capiterà nuovamente. L'ultima, l'altra sera a Milano, in via Vigevano, ai Navigli, non certo una zona particolarmente appetibili per dei veri topi d'appartamento. Con una piccola variante: il cibo non è stato consumato sul posto ma inserito nel sacco insieme al resto del bottino.
Ladri che spazzolano la dispensa alle vittime non è una novità, anzi ha anche una spiegazione scientifica. Anzi «scie-scie-scientifica» come avrebbe detto «er Pantera». Entrare in casa di qualcuno, provoca una stato di agitazione, soprattutto se il malvivente non è proprio un professionista. Così capita aumentati pressione, ritmo cardiaco e metabolismo. Spesso a qualcuno fa «uno strano effetto», senza addentrarci oltre nei dettagli, per farci capire basta dire che è quello tipico della paura. Ad altri fa venire una gran fame. Così capita che i banditi nel bel mezzo della razzia sentano l'impellente bisogno di fermarsi per divorare avidamente le provviste dei derubati.
Nel caso della banda guidata da Vittorio Gassman-Giuseppe Baiocchi, detto «Peppe er Pantera» per i suoi trascorsi pugilistici, i ladri entrano nell'appartamento attiguo a quello del Monte di Pietà. Devono forare una parte per arrivare alla «comare», la cassaforte, ma sbagliano muro e si ritrovano in cucina. Qui scoprono la pentola del minestrone e tutti i protagonisti del colpo Tiberio, il fotografo interpretato da Marcello Mastroianni, Capanelle, il vecchietto «in divisa da ladro» alias Carlo Pisacane, e Ferribotte, il sardo Tiberio Murgia trasformato in siciliano, cominciano distrattamente ad assaggiarla. Scambiando commenti e pareri con il «Pantera». Fino all'esplosione causata da una fuga di gas.
Niente fughe di gas, né muri sfondati, per fortuna, l'altra sera in via Vigevano. Semplicemente i padroni di casa l'altra sera sono rientrati verso le 21.30, hanno trovato la porta aperta e hanno subito capito di aver ricevuto visite poco gradite. Infatti dentro le stanze erano tutte sottosopra. I ladri avevano rovesciato mobili, armadi, cassettoni, arraffando qualsiasi cosa avesse un minimo di valore. Non molto a quanto pare, perché a un certo punto nel famoso sacco d'ordinanza dove infilare la refurtiva, i banditi, non certamente dei «maghi del crimine», hanno buttato dentro tutto quanto trovato in dispensa e nel frigorifero. Come dire: «Più dell'onor potè il digiuno».

Commenti