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Tornano Russia e Israele, debutta il Qatar

La Biennale precisa di escludere "qualsiasi forma di chiusura o di censura della cultura e dell'arte", mapparne la geografia è un esercizio interessante

Tornano Russia e Israele, debutta il Qatar
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La Russia torna alla Biennale di Venezia. Lo aveva anticipato il quotidiano russo Pravda e ieri è giunta la conferma ufficiale: il Padiglione Russo è nell'elenco delle 99 partecipazioni nazionali (nell'ultima edizione erano 88) della 61esima Biennale d'Arte che aprirà al pubblico dal 9 maggio ai Giardini, all'Arsenale e in vari spazi della città. Nella diplomazia soft del mondo dell'arte, considerato che il Padiglione nel 2022 era stato chiuso per volontà di artisti e curatori coinvolti come forma di protesta contro la guerra in Ucraina e nell'ultima edizione del 2024 era stato "prestato" alla Bolivia, il segnale non è di poco conto. Mikhail Shvydkoy, ex ministro della Cultura del Paese, ha precisato in una mail ad ARTnews che: "La Russia non ha mai lasciato la Biennale di Venezia. Pertanto, poiché non siamo andati da nessuna parte, non stiamo tornando. Stiamo cercando nuove forme di attività creativa nelle circostanze attuali". Nello specifico, il progetto L'albero è radicato nel cielo che nello storico padiglione ai Giardini coinvolge oltre 50 creativi tra giovani musicisti, poeti e filosofi.

E se la Biennale precisa di escludere "qualsiasi forma di chiusura o di censura della cultura e dell'arte", mapparne la geografia è un esercizio interessante: tra le nuove partecipazioni spicca quella del Qatar, figlia dell'accorta politica culturale della Sceicca Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani. Per un Padiglione Iran che, da elenco, indica solo il curatore senza altri dettagli, c'è Israele che torna: non nel suo spazio dei Giardini, in ristrutturazione, ma all'Arsenale dove è massiccia la presenza dei Paesi del Golfo. L'Ucraina si presenta con il progetto Security Guarantees e non ha bisogno di chiose nemmeno il titolo scelto da Cuba (Hombres Libres/Free Men).

La Santa Sede ha calato l'asso con la curatela di Hans Ulrich Obrist per un progetto di sound art dei Soundwalk Collective mentre, a sorpresa, la Repubblica di Guinea al debutto in Laguna presenta un progetto artistico made in Italy. Vedremo.

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