Totti, vertigini da scudetto: «Sembra la Roma di Capello»

SENZA FRENI La Sensi: «Con Ranieri entusiasmo, novità e qualità. De Rossi al Real? Il tecnico stia tranquillo...»

Un successo che gli mancava da nove anni. Un gol che, sul campo dei bianconeri, gli mancava da sempre. Francesco Totti raggiunge la doppia cifra realizzativa stagionale a Torino, dove non aveva mai segnato nonostante avesse «bucato» l’amico Buffon per otto volte. «Adesso mi preparo per la Fiorentina, per sfatare l’ultimo tabù...», ha detto con il sorriso il capitano della Roma poco prima di imbarcarsi all’aeroporto di Caselle per tornare a Fiumicino. Dove in 500 alle 3 del mattino hanno salutato e festeggiato la squadra. «Ora salgono tutti sul carro dei vincitori, ma all’inizio eravamo soli. Roma è così purtroppo, va ad alti e bassi. Le sensazioni che mi provoca questa squadra mi riportano con la mente alla Roma dello scudetto: il gruppo attuale ha la stessa mentalità. Manteniamo però i piedi per terra, bisogna lavorare ancora molto per arrivare a quei livelli. Abbiamo vinto a Torino, contro la Juventus e con il mio primo gol in casa loro. Tutto procede bene. Adesso, però, occhio alle vertigini da alta classifica...».
Una notte indimenticabile per la Roma, passata in un girone (ovvero da quel Roma-Juve dell’agosto 2009 che portò alle dimissioni di Spalletti) dalle macerie a un saldo terzo posto. Una notte bellissima per Totti, che a fine gara è andato davanti al settore dei tifosi bianconeri portandosi il dito alle labbra, quasi a zittire tutti coloro che lo avevano insultato per tutta la partita. «I cori che ho sentito a Torino - ha spiegato il numero dieci giallorosso al sito Romanews.eu - sono stati tra i peggiori che abbia mai sentito. E poi si lamentano per il mio gesto a fine partita... Mi hanno insultato ininterrottamente, mica sono insulti solo quelli per Balotelli, anche se non sono di colore gli insulti li prendo anch’io. Forse non si chiamerà razzismo, ma il senso è lo stesso. E in campo ho ricevuto la mia razione di calci. Faceva freddo quando sono entrato (al posto dell’infortunato Toni dopo sette minuti, ndr) e sinceramente ho temuto di farmi male. Se fosse accaduto, avrei dovuto strappare il contratto (sorride) e magari qualcuno sarebbe stato pure contento...».
Nel momento in cui è andato sul dischetto del rigore non ha avuto la benché minima tentazione di fare il cucchiaio: «A Buffon non lo farei mai, lo stimo ed è un grande amico. Credetemi, non lo avevo messo neppure in preventivo. Aveva individuato l’angolo, da grande campione qual è si era tuffato bene, ma sono riuscito comunque a batterlo». Chiusura su Ranieri e Toni: «Il mister è un romano doc, un carismatico che si fa capire nello spogliatoio. E poi parla la mia stessa lingua, il “romanesco”. Ecco, in questo mi ricorda Mazzone, un Mazzone più evoluto e moderno, ma con la stessa tigna tipica della gente di questa bellissima città. Toni? Un peccato il suo infortunio, la sua assenza si farà sentire, spero che torni presto».
Oggi l’attaccante sarà sottoposto a un’ecografia al Gemelli per accertare l’entità dell’infortunio al polpaccio: rischia un mese di stop. Ieri a Trigoria gli è stata applicata una fascia di compressione elastica per ridurre l’edema e un eventuale versamento. La stampa norvegese ha celebrato Riise, autore del gol vittoria e l’«omone» che a maniche corte ha sfidato il gelo dell’Olimpico torinese. «È stata una domenica dolcissima - così il presidente Rosella Sensi a “Quelli che il calcio e...” -, con la Juve è stata una vittoria non inaspettata ma importantissima. Ranieri ha cambiato tutto, portando entusiasmo, novità e qualità. De Rossi richiesto dal Real? Ranieri dorma tranquillo, non andrà via».
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