Tutte le conseguenze della deforestazione

Per fermare la deforestazione in alcune aree del pianeta, l'Unione Europea imporrà uno stop all'importazione di alcuni prodotti dal 1° gennaio 2022: ecco quali

La deforestazione? Ecco che cosa accadrà davvero

Addio all'importazione di carne, soia, olio di palma, legno, cacao e caffè, più derivati da cioccolata e cuoio se provengono da aree dove si opera il diboscamento delle foreste: lo ha deciso l'Unione Europea che dal 1° gennaio 2023 non farà più circolare in Europa prodotti importati dall'estero se non corrispondono ai requisiti in linea con la sostenibilità ambientale.

Le multe per chi non si adegua

Le aziende che faranno orecchie da mercante e continueranno a sfruttare i prodotti provenienti da Paesi in cui si opera un diboscamento selvaggio pagheranno multe fino al 4% del fatturato annuo oltre a confische su prodotti e mezzi di produzione. "Chi consuma le foreste non avrà accesso al mercato unico Ue", ha spiegato il commissario Ue all’economia, Paolo Gentiloni, al Corriere. Secondo il nuovo metodo di tracciabilità, imprenditori e produttori dovranno comunicare obbligatoriamente le coordinate geografiche del terreno, azienda o piantagione dai quali sono stati prodotti e importati gli alimenti. Le sanzioni sono previste anche alle frontiere per chi cercherà di far entrare prodotti proveniente dai Paesi in lista rossa dei quali la Commissione Europea fornirà una speciale classificazione secondo il rischio deforestazione. In pratica, chi lavora in questo settore avrà un anno per adeguarsi a questo storico cambiamenti.

Stop all'esportazione dei rifiuti

Oltre allo stop sull'importazione, l'Ue ha messo in campo anche altri provvedimenti come la lotta al traffico dei rifiuti e gli incentivi al riciclo per fare in modo di spedire il meno possibile ai Paesi non Ocse dove gli standard per lo smaltimento sono molto più bassi e non sostenibili. In questo modo verrebbe fermata l'esportazione del 30% di spedizioni con un risparmio economico di 9,5 miliardi l'anno. Anche in questo caso, sanzioni severissime contro il traffico illegale sui cui lavorerà 24 ore al giorno l'Olaf, l’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode. "70 milioni di tonnellate di rifiuti vengono spediti all'anno all'interno dell'Ue, oltre a quasi 33 milioni di tonnellate di rifiuti che l'Ue esporta nei paesi extra Ue. Grazie alla sua lunga esperienza, l'Olaf rintraccia il traffico illecito transfrontaliero di sostanze pericolose lavorando a stretto contatto con le autorità nazionali degli Stati membri e dei paesi terzi per individuare e fermare i tentativi di contrabbando internazionale di rifiuti", riporta la nota dell'Ufficio Antifrode. Le autorità italiane, ad esempio, hanno recentemente bloccato circa 800 tonnellate di rifiuti grazie agli avvisi e alle informazioni fornite dall'Olaf.

"Siamo solo all'inizio"

Per un mondo in piena transizione energetica non si possono usare soltanto chiacchiere (Greta docet) ma bisogna operare sul campo e attuare le misure volte ad un mondo eco-sostenibile. "Non ci si ferma qui, è solo l’inizio", ha affermato il vicepresidente dell’esecutivo Ue responsabile per il green deal, Frans Timmermans, al termine della Cop26. Provvedimenti anche sui suoli europei, sui terreni, dei quali il 70% è degradato ed è una forte minaccia sui prodotti alimentari dei nostri scaffali e delle nostre tavole. La strategia della Commissione vuole ridurre pesticidi e fertilizzanti garantendo al suolo lo stesso livello di protezione che esiste per l’acqua: pronta una legge ad hoc che dovrebbe essere operativa prima del 2023. "Oggi rispondiamo ai cittadini che ci chiedono di ridurre al minimo il contributo Ue alla deforestazione", ha continuato Timmermans, che ha accolto favorevolmente tutte le iniziative per bloccare l'inquinamento di tutti gli altri ecosistemi (mare, terra, aria) oltre alla deforestazione.

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