«Trasparenza sulla passata gestione Acea»

Si è svolta ieri l’assemblea dei piccoli azionisti dell’Acea, nel corso della quale sono stati evidenziati, con una nota scritta consegnata al presidente Giancarlo Cremonesi, i «buchi» del verbale sintetico della riunione del 29 aprile scorso. «In particolare, dopo la pubblicazione della semestrale il 31 luglio scorso - si legge nella nota - l’associazione è rimasta colpita dalla notizia dell’esborso di 6,7 milioni di euro in favore dei dirigenti dimissionari, tra i quali l’ex-ad Mangoni - corrispettivo di una transazione, malgrado l’assenza di qualsivoglia iniziativa giudiziale tra le parti in causa, contestata e respinta con il consistente voto contrario dell’assemblea degli azionisti, che ha bocciato la suddetta proposta di manleva che é “parte integrante della suddetta transazione”. D’altra parte il nuovo cda con i “dati negativi” facenti parte della semestrale al resa nota il 31 luglio scorso ha dimostrato quanto ben poco sia stato lasciato dal vecchio management in “cascina all’Acea” (dopo appena tre mesi dai conti “gonfiati”). I piccoli azionisti preso atto dell’operazione trasparenza effettuata dal presidente Giancarlo Cremonesi e dal nuovo ad Marco Staderini, ritengono urgente andare avanti nella “scoperta delle pecche del passato” con una scelta coraggiosa che metta sul tavolo il reale stato di salute della multi utility romana, per rilanciarla. E apprezzano l’operazione verità sull’affaire Romana gas e (finalmente) sui conti reali sottostanti e non smentibili». «Ormai la verità è stata svelata, ma molto ancora deve essere approfondito per rilanciare l’ex-gioiello del Campidoglio e riportarlo agli antichi splendori - ha dichiarato il presidente dell’Apa, Franco di Grazia -. E vista l’eredità, dopo il watch negativo di Fitch sul debito a lungo termine con rating negativo senior unsecured (rilasciato il 31 luglio), ci aspettiamo un nuovo piano industriale condiviso e altrettanto trasparente».