Trieste è la prima città a rendere obbligatori i vaccini

Il consiglio comunale della città adriatica approva le vaccinazioni obbligatorie per i bimbi da 0 a 6 anni

Trieste è la prima città a rendere obbligatori i vaccini

È Trieste la prima città d'Italia a imporre la vaccinazione obbligatoria per tutti i bimbi che frequentano gli asili e le scuole materne comunali e anche gli istituti convenzionati.

Il consiglio comunale della città capoluogo di Regione ha approvato ieri la delibera proposta dall'assessore all'Infanzia Angela Brandi e da Forza Italia su mozione della giunta di centrodestra guidata dal neosindaco Dipiazza.

La proposta degli esponenti azzurri arriva dopo che i dati che segnalano a Trieste un vero e proprio crollo delle vaccinazioni (non si raggiunge la soglia di sicurezza del 95%), unitamente al caso della pediatra malata di Tbc e, scrive il Piccolo, all'aumento degli arrivi di migranti.

A votare la mozione tutta l'aula municipale con l'eccezione dei consiglieri Cinque Stelle, che si sono astenuti pur avendo votato sì in Commissione. Il nuovo provvedimento riguarda quarantamila bimbi dagli 0 ai 6 anni ripartiti in circa sessanta istituti fra asili nido e scuole dell'infanzia, sia pubblici che convenzionati. A partire da fine gennaio, al momento delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico, i bimbi verrano sottoposti alla vaccinazione antidifterica, all’antitetanica, all’antipoliomielitica e all’antiepatite virale B.

Dall'amministrazione comunale intanto assicurano: i controlli saranno a tappeto e la vigilanza intransigente. Si tratta della prima città in Italia ad adottare un simile provvedimento, ma in questa direzione si erano già mosse le Regioni Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche.

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