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"Troppi insegnanti dimenticano le foibe. Una vergogna l'Anpi che li giustifica"

Per la sottosegretaria all'Istruzione Paola Frassinetti molte scuole non raccontano il dramma

"Troppi insegnanti dimenticano le foibe. Una vergogna l'Anpi che li giustifica"
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Qualcosa si muove, con i Viaggi del ricordo che nel 2025 sono raddoppiati. Ma sulle foibe "c'è ancora un negazionismo intollerabile che va contrastato" osserva la sottosegretaria del governo all'Istruzione Paola Frassinetti che si rivolge anche ai docenti: "Troppi professori non ne parlano proprio". L'Anpi, invece, chiede che si faccia un'operazione verità evitando strumentalizzazioni: "Dicono che dobbiamo parlarne, ma con moderazione e sobrietà. Non conoscono la vergogna". E davanti all'accusa di portare avanti narrazioni faziose, Frassinetti assicura che "continueremo a lavorare per evitare che le tesi giustificazioniste entrino ancora nelle nostre scuole".

Onorevole Frassinetti, con la destra al governo è aumentata l'attenzione sulle foibe?

"Intanto dobbiamo sottolineare che i viaggi delle scuole medie e superiori nei luoghi come Basovizza sono raddoppiati. Io stessa ho accompagnato gli studenti ed è sempre molto emozionante. C'è anche una legge approvata dal Parlamento per stanziare risorse per potenziare queste iniziative. E poi c'è la formazione per i docenti, con i seminari organizzati in collaborazione con le associazioni degli esuli".

La risposta dei professori?

"La loro partecipazione si vede. Ma ci sono ancora due tipi di problemi: il primo è che troppi docenti non rispettano la legge e delle foibe non ne parlano proprio. E poi c'è un filone di negazionismo e giustificazionismo intollerabile che va combattuto sul nascere".

Quali sono le indicazioni per quest'anno?

"Abbiamo inviato una circolare alle scuole per ricordare a tutti che c'è una legge che chiede loro di parlare delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata. Avremo un concorso, con premiazioni alla Camera, che fa riferimento alle violenze del comunismo titino verso gli italiani e metterà al centro la strage pressoché sconosciuta di Vergarolla avvenuta a Pola con la morte di oltre cento persone tra cui moltissimi bambini. E poi il treno del ricordo che partirà da Trieste e arriverà fino a Siracusa con il coinvolgimento delle scolaresche".

Ha letto l'invito dell'Anpi?

"Leggendolo, ho pensato che non si conosce la vergogna. Come ci permettiamo di parlare delle foibe? Ma per favore... Dobbiamo assolutamente dare dignità ai nostri morti proprio per non offenderli un'altra volta e per evitare che le tesi giustificazioniste continuino ad arrivare sui banchi di scuola. Gli studenti si chiedono cosa sono le foibe e si aspettano che i loro professori ne parlino. Aver strappato le pagine di storia per tanto tempo, ha lasciato conseguenze gravi nella conoscenza di questi argomenti".

Su cui siamo ancora lontani da una pacificazione.

"Per decenni è stato cancellato il ricordo degli esuli dai libri di testo. Una memoria sepolta che dovrebbe appartenere alla coscienza di tutta la nazione e non soltanto a una parte politica. Rimuovere questa memoria significa sostenere che certe sofferenze contano meno di altre. E questo non si può tollerare".

Che ne pensa delle polemiche per le iniziative in Toscana?

"Dimostrano che nella sinistra non c'è ancora obiettività nell'affrontare il tema delle foibe. D'altronde, c'è ancora chi ha problemi a usare la parola comunismo o non ne parla, visto che c'è di mezzo Tito. Ma io voglio pensare che anche a sinistra ci sia l'onestà intellettuale per trattare questi argomenti. Non posso credere che siano tutti così. Il fatto che questa memoria sia stata nascosta per troppo tempo, dovrebbe incentivare tutti a onorare la giornata del Ricordo del 10 febbraio".

Sarà così?

"Fino a qualche anno fa, molte persone non sapevano neanche cosa fossero le foibe: una situazione figlia della congiura del silenzio che c'è stata. Ma questo non è normale. Sarebbe opportuno che a scuola, di questi fatti, parlassero i testimoni oculari o le persone indicate dalle associazioni degli esuli. Noi lavoreremo per far sì che vengano ricordati a 360 gradi, senza giustificazionismo".

Il suo auspicio per il 10 febbraio?

"Ricordo ancora un episodio: una ragazza di una scuola media siciliana, dopo la visita alla

foiba di Basovizza, mi ha ringraziato, dicendomi che prima non conosceva questa storia e che sarebbe tornata a casa arricchita, dopo aver scoperto il sacrificio di tanti italiani. A me il 10 febbraio piace viverlo così".

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