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Politica

È troppo lento a spiegare di solito neanche l’ascolto

«Di fronte a ogni domanda, la sua arma è rispondere: domani. Ormai non ho più voglia di contraddirlo»

In televisione bisticciano su tutto. Nella vita, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello sono una coppia inossidabile. Insieme da mezzo secolo.

C’è qualche parola che provoca equivoci fra lei e suo marito?

«Dopo cinquant’anni chiamiamo tutto allo stesso modo. Difficile che non ci si capisca».

Qualche trucco?

«È facile. Se non ho capito, lui poi spiega per tre ore: che noia. Quindi ho capito subito! Anche se non ho nemmeno sentito. Anzi, di solito non lo ascolto».

In tv però bisticciate sempre...

«Battibecchiamo. Ormai lo conosco troppo bene: non ho voglia di contraddirlo».

E all’inizio su che cosa litigavate?

«Prima per il calcio. Lui voleva sempre guardare le partite e io no. Ora me ne frego: lui vede le partite e io altro».

Come fate ad andare sempre d’accordo?

«Appena stiamo per litigare lo anticipo e dico: cambiamo argomento. Poi ci sono le basi vere: l’amore per la famiglia, per gli animali, l’umiltà, l’onestà».

E il famoso giornale a letto?

«Ormai basta: dormo per conto mio. Persino la sera in cui ci siamo sposati ha letto la Gazzetta. Ora lui se la sfoglia tranquillo e io mi faccio gli affari miei, vado nella mia stanza e guardo la tv».

Insomma ci vuole pazienza...

«Vivi e lascia vivere. I primi anni sono sempre bellissimi, poi subentra la routine, l’uffa che barba. Ma non siamo mai andati così d’accordo come adesso».

Cito dal Dizionario lei-lui. «Domani: avverbio maschile di difesa». È vero?

«Sempre. Di fronte a qualunque decisione da prendere risponde: “Non è questo il momento”».

Un’altra parola: logica. Per l’uomo ne esiste una sola, per le donne molte. È d’accordo?

«Certo. La donna è più furba: gira la logica come vuole. Loro sono tontoloni e ne hanno una sola; noi siamo più intelligenti e ne abbiamo trecentomila».

Avete appena girato un film, Crociera Vianello. Litigherete?

«Nooo, quando mai! È che loro senza di noi non riescono a vivere, e noi non possiamo stare senza di loro. Perché in fondo sono buoni... così buoni da rasentare la cattiveria».

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