Mosca Tutto falso il ritrovamento estivo da parte di Vladimir Putin di due anfore antiche sul fondo del Mar Nero, ampiamente fotografato e rimbalzato sui media mondiali. Secondo Dmitri Peskov, portavoce del primo ministro russo, linganno mediatico non è però stato pilotato: Putin «non ha bisogno di pr, image maker o ufficio stampa». «Putin non ha pescato anfore che giacevano da secoli sul fondo del mare: è chiaro» dice al canale tv non governativo Dozhd Peskov, che sottolinea che durante il «prodigioso» ritrovamento si trovava «in ferie»: lui, insomma, non centra con questa storia. «Sicuramente erano state scoperte alcuni giorni prima durante una spedizione. Sicuramente le hanno messe lì apposta, ma non è assolutamente un motivo di scandalo - ha argomentato faticosamente Peskov -. Cerano un sacco di archeologi che lavorano continuamente sul posto. Cerano geografi. Avendo Putin lì, volevano semplicemente che provasse cosa significhi» una scoperta del genere.
Il 10 agosto il premier russo si era fatto riprendere dalle tv in versione Indiana Jones mentre recuperava due anfore del VI secolo durante una immersione ad una profondità di due metri in un sito archeologico nel Sud della Russia, a Phanagoria, città fondata dagliantichi greci nellodierna penisola di Taman, tra il mar Nero e il mare di Azov. Putin ama questo tipo di messe in scena mediatiche.
Il trucco di Putin archeologo: era tutta una messa in scena
Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.