Truffe on-line: attenti alle promesse di facili guadagni

Una volta c’era chi vendeva la fontana di Trevi ad un incauto turista americano. Oggi, in pieno 2009, le frontiere delle truffa si sono allargate e puntano dritto a internet: una miniera infinita di possibili soggetti da raggirare. A voler ben vedere la truffa on-line è iniziata col phishing, meccanismo ormai noto. Il truffatore invia milioni di mail il cui testo è tradotto in tutte le lingue con sistemi di traduzione automatica e risulta piuttosto sgrammaticato, quindi facilmente individuabile.
La mail, che riporta anche la grafica classica di un istituto di credito che ne dovrebbe avvalorare la veridicità, invita il cliente a verificare i propri codici di accesso (per il servizio home banking) cliccando su un link che riporta ad una pagina web del tutto simile a quella della banca.
Inserendo i codici in questa pagina il truffatore ne entra in possesso e alleggerisce il conto corrente. Sembra difficile cascarci, eppure basta che solo lo 0,0001% dei milioni dei destinatari delle mail risponda positivamente per arrivare a fare guadagnare al truffatore dai 7.500 ai 12.500 dollari al giorno. Cifre enormi che spiegano come mai le nostre mail siano costantemente affollate di messaggi phishing.
Col tempo però anche questa forma di raggiro sta mutando puntando sulle debolezze delle persone. In epoca di crisi, ad esempio, si stanno moltiplicando le mail che offrono opportunità di lavoro. Come è possibile che in un periodo in cui non si trova neanche un impiego precario, qualcuno arrivi a proporlo direttamente? L'interrogativo dovrebbe sorgere spontaneo eppure c'è chi ci casca perché, specie le ultime mail di questo tipo inviate, sono tradotte abbastanza bene.
In questo caso si tratta di riciclaggio. Funziona così: il denaro prelevato dai conti on-line col phishing è facilmente tracciabile, quindi l'autore del furto potrebbe essere scoperto. Per evitare ciò, si inviano offerte di lavoro a persone ignare in cui le si invita ad aprire un conto corrente on-line dove fare transitare questo denaro «sporco», trattenendone una percentuale a titolo di ricompensa (in genere del 10%) prima di girarlo verso un'altra destinazione. In questo modo il denaro può poi essere speso dal truffatore che lo riceve ripulito senza rischi. Il problema è che nelle offerte di lavoro non si parla evidentemente di riciclaggio di denaro, ma solo di un facile impiego da svolgere in poche ore che consente buoni guadagni. Chi ci casca rischia di vedersi imputare il reato di riciclaggio con la reclusione da 4 a 12 anni. Poi naturalmente, come in tutte le cose, alcuni, pur capendo i rischi, si imbarcano nell'operazione. C'è poi l’altro elemento di debolezza tipicamente maschile: le belle donne, ancor peggio se bellissime e russe. Anche in questo caso arrivano decine di mail di ragazze russe in difficoltà che vogliono trovare l’anima gemella.
Qui il meccanismo della truffa è semplice: si fa leva sulla bellezza della ragazza (magari ignara) che dopo un po' di frequentazione via mail e mille promesse vi chiede di inviarle dei soldi perché è in difficoltà oppure per comprare il biglietto aereo per raggiungervi, o tutte e due le cose insieme. Quindi sparisce. Anche in questo caso le mail sono tradotte automaticamente, per cui dovrebbero ingenerare qualche sospetto.
Poi c’è lo spamming su cellulare. Più recente ma altrettanto redditizio. Si ricevono pochi squilli su cellulari da parte di numeri che iniziano per 899 o con prefissi internazionali strani tipo +7 (Russia) senza che si faccia in tempo a rispondere. La persona richiama per curiosità e si trova a pagare cifre anche di 12-15 euro al minuto. La variante è l’invio di un sms che, naturalmente, invita a chiamare uno di questi numeri.

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