Turco e Formigoni: faccia a faccia sulle nomine bloccate

Marcello Chirico

Dopo nemmeno due settimane dall’insediamento del nuovo Esecutivo nazionale, c’è già un problemino da risolvere tra Governo e Regione Lombardia. Questo: la nomina dei nuovi vertici delle Fondazioni Irccs (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico), effettuata dal governatore Roberto Formigoni a fine aprile con l’avallo dell’allora ministro della sanità ad interim Silvio Berlusconi. Nomine che il neo ministro della Salute Livia Turco vorrebbe ora revocare per il semplice motivo che non portano l’imprimatur del nuovo governo («non si fanno nomine in campagna elettorale» è una delle motivazioni addotte per tentare di bloccarle).
Anche per risolvere questa prima impasse sull’asse Regione-Governo (ma non solo: oggi è in programma a Palazzo Chigi il primo confronto Stato-Regioni), il senatore-governatore è sceso a Roma, dove stamane avrà il faccia a faccia con la Turco e cercherà di risolvere la questione. Un incontro chiesto da Formigoni «per fare chiarezza su istituti di grande importanza,4 dei quali sono proprio in Lombardia su 9 nazionali, sui quali non voglio esistano nubi d’incertezza».
Il senatore-presidente ostenta sicurezza, forte di una legge nazionale tutta dalla sua parte: «Sulle presidenze - spiega - non può mettere becco perché spettano tutte al sottoscritto, se qualcuno le ha detto il contrario l’ha consigliata male. Solo le nomine dei direttori scientifici toccano al Ministro dopo aver sentito sempre il qui presente. È vero che i tre nuovi direttori sono stati nominati nel finale della scorsa legislatura, però la Turco mi deve spiegare se li revoca per vendetta politica nei confronti di Berlusconi, e allora non va bene, oppure perché le persone nominate dalla Regione non sono degne, e allora deve motivarmi le ragioni». Formigoni ne approfitterà per fare chiarezza sulla trasformazione in Fondazioni regionali dei 4 Irccs lombardi, contestata in questi giorni dai sindacati confederali.

«Una polemica strumentale - ritiene il governatore - in quanto avverrà tutto nei termini di una legge approvata 2 anni fa in Regione e che ha ricevuto l’ok pure dalla Conferenza Stato/Regioni. È stato un iter complesso che adesso giunge a scadenza. Chi parla di privatizzazione è fuori strada».

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