Tursi Rifondazione «scarica» Marta

Rifondazione comunista «abbandona il governo della città»: questo il significato lapidario delle parole scritte e diffuse ieri in un comunicato ufficiale della Federazione di Genova del partito, con il contemporaneo preannuncio della conferenza stampa di oggi che darà il crisma dell’ufficialità alla decisione. Una decisione che, se non arriva inattesa dopo le tensioni degli ultimi mesi fra i consiglieri di Prc e la giunta di Marta Vincenzi, sancisce comunque una frattura politica e una presa di distanza significativa, tutta interna alla sinistra. Lo ribadisce, del resto, la nota stessa di ieri: «Lavoro, ambiente, diritti sociali e questione morale - è scritto nel comunicato - sono i temi su cui abbiamo misurato una maggiore distanza tra la maggioranza e il nostro corpo sociale e, quindi, dopo due anni non ci è più possibile né ci sembra utile continuare con ulteriori mediazioni». Pertanto - insiste il Partito della Rifondazione comunista (che nella Sala rossa di Palazzo Tursi conta attualmente su due consiglieri, il capogruppo Antonio Carmelo Bruno e Arcadio Nacini) - Prc, «dopo«ampia e approfondita discussione nei suoi circoli e dopo il voto del comitato politico federale, ritiene esaurita la propria esperienza» e getta la spugna per quanto riguarda il governo della città.

Resta da vedere adesso se questa decisione avrà un effetto-domino sulle altre giunte locali in Liguria, anche in considerazione del clima non certo idilliaco tra le componenti Prc e le maggioranze a Palazzo Spinola e in Regione.

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