La competizione tecnologica globale come chiave del legame transatlantico. È questa l'idea centrale del report Tech 2030: A Roadmap for Europe-US Tech Cooperation del Center for European Policy Analysis, che mette in guardia da un possibile divario crescente tra Europa e Usa e dal rischio di lasciare spazio all'avanzata tecnologica cinese. Secondo il documento presentato martedì alla Camera dalla presidente del think thank Alina Polyakova in un evento organizzato da Formiche, Washington mantiene un vantaggio in alcuni settori chiave come IA, cloud e piattaforme digitali, mentre l'Europa può contare su ricerca, capitale umano e alcune filiere strategiche, ma fatica a trasformare queste risorse in scala industriale.
Il report insiste su alcuni nodi chiave, dalla necessità di rafforzare la cooperazione transatlantica su tecnologie cruciali, all'urgenza per l'Europa di recuperare sulla competitività. Senza questo cambio di passo, il rischio è una progressiva perdita di peso dell'ecosistema europeo sul piano globale. Una linea condivisa dagli attori privati ospiti di Formiche. Meta evidenzia come la corsa all'IA si collochi sempre più all'incrocio tra innovazione, sicurezza e competizione geopolitica, mentre per l'Europa il ritardo rispetto agli Usa è aggravato da un quadro regolatorio particolarmente complesso che rende centrale il tema della semplificazione. Dal suo canto, Uber lancia l'allarme sulla capacità dei Paesi europei di attrarre investimenti tecnologici e sulla necessità di creare spazi regolatori in cui sperimentare nuovi modelli digitali con maggiore certezza per gli investitori, mentre Cisco si sofferma sulla necessità di infrastrutture digitali più resilienti, supply chain affidabili e un forte investimento nel capitale umano per sostenere sicurezza e competitività tecnologica dell'Europa. Per Google, invece, la sfida europea consiste nel trovare un equilibrio tra crescita tecnologica e sovranità digitale. Il potenziale economico europeo è significativo, ma rischia di ridursi se l'accesso alle tecnologie più avanzate dovesse diventare più difficile.
Un esempio utile lo offre Fincantieri, che grazie alle sue collaborazioni dirette ha potuto osservare da vicino l'evoluzione dell'ecosistema statunitense, dove i Neo-prime (Anduril, Palantir ecc.) hanno inaugurato un nuovo sistema basato sulla rapida adozione delle innovazioni più recenti.