Tutti presidenti nel regno di Bassolino

Nel Consiglio regionale guidato da Sandra Mastella sono state addirittura 46 le nomine ai vertici di commissioni ordinarie e speciali. E lievitano stipendi e indennità

Carmine Spadafora

da Napoli

Nella Campania di Bassolino una poltrona di presidente non si nega a nessuno. Con buona pace dei quindici rimasti a mani vuote, solo con un «misero» stipendio da consigliere regionale da circa diecimila euro al mese, benefit esclusi.
Il resto, gli altri quarantasei fortunati, hanno incarichi super remunerati di presidenti o vice. O entrambe le poltrone, alla faccia del doppio incarico. Naturalmente, il presidente dei presidenti, è Antonio Bassolino, al secondo mandato da governatore della Campania, supercriticato dai suoi stessi compagni della Quercia, in questa campagna d'estate contro gli sprechi.
La numero due della Regione Campania è Sandra Lonardo Mastella, consorte di Clemente, prima donna a guidare il consiglio regionale della Campania. Poi, via via, presidenti di commissioni, ordinarie e speciali, vice, presidenti dei gruppi consiliari e vice. Tradotto, vuol dire, altre auto blu, segreterie e segretarie.
Ovviamente, a questi quarantasei presidenti (e vice) vanno ad aggiungersi i dodici assessori, rigorosamente esterni (o comunque consiglieri regionali costretti a dimettersi al momento della nomina ad assessore), come il presidente dei presidenti desidera. E' questo lo scenario della Regione Campania del presidente Antonio Bassolino, sul quale gia' spira aria di crisi, minacciata dall'Udeur, insoddisfatto per alcune nomine nel campo della sanità.
Nella regione più presidenzialista d'Italia, dunque, sono quarantasei i consiglieri che possono fregiarsi del titolo di presidente o vice. Anzi, le cariche sono cinquantasei, se si considera che qualche onorevole regionale, come Pasquale Sommese (Margherita), ricopre contemporaneamente l'incarico di presidente della Commissione Urbanistica e vice presidente del proprio gruppo di appartenenza. Un altro che ha raddoppiato e' Michele Caiazzo, ex sindaco di Pomigliano d'Arco, bassoliniano di ferro, contemporaneamente presidente dei Revisori dei Conti e vice presidente di Commissione. Ma quelle 56 cariche potrebbero lievitare ancora se, ad esempio, quei gruppi consiliari che non hanno un vice presidente dovessero provvedere ad eleggerlo.
Naturalmente, accanto al sontuoso stipendio, presidenti, vice e segretari, riceveranno una ulteriore indennità in busta paga: 1600 euro il presidente, 900 il vice, 500 il segretario. Commissioni è il tormentone di questa «calda» estate nella Regione Campania degli sprechi: sei ordinarie, ben dodici quelle speciali, equamente suddivise tra maggioranza di centrosinistra e opposizione di centrodestra. Pax campana allora? Macché: neanche l’istituzione di commissioni fondamentali per la ricostruzione della disastrata Campania, come quella sul «Mediterraneo» o sulla «Risorsa mare», è riuscita ad evitare le risse che già stanno divampando nella tumultuosa maggioranza di centrosinistra.
Clemente Mastella, ad esempio ha già annunciato che l'Udeur «se Bassolino non correggerà» la rotta, uscirà dalla giunta regionale. Motivo? Le nomine di importanti manager nel campo della sanità, non digerite dal leader di Ceppaloni. In sostanza, secondo Mastella, si sta ripetendo, a tre mesi dalla rielezione di Bassolino a Santa Lucia, quanto era gia' accaduto nei quattro anni precedenti: «Manca la collegialità» delle scelte, non è possibile che in Campania domini l'asse Ds - Margherita.
Mugugni anche nel centrodestra. Contro tutto e tutti è Pina Castiello, la più votata degli eletti di Alleanza nazionale. «Sono uno scandalo quelle dodici commissioni speciali».
Fuori da ogni incarico, anche perché ha rinunciato alla vice presidenza di una commissione, «ma non mi chieda quale, perché non mi interessava saperlo», l'esponente di An attacca il compagno di partito, Franco D'Ercole. «Ha detto che le commissioni non risarebbero insediate in quanto il bilancio non era stato approvato ma ha solo finto di non esserne a conoscenza».