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Chi è Tony Pitony, il vero “caso” di Sanremo

Sanremo 2026 ha la sua sorpresa: Tony Pitony. Mascherato da Elvis, tra testi irriverenti e ironia, conquista social in attesa di arrivare sul palco. Dietro la maschera c’è un artista teatrale formato a Londra e molto altro ancora. Ecco chi è.

Chi è Tony Pitony, il vero “caso” di Sanremo
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Chi si nasconde davvero sotto la maschera da Elvis Presley di Tony Pitony? Scartato da X Factor, l’artista siracusano ha costruito la sua fama nascondendo la propria identità e proponendo testi irriverenti e provocatori, tra sfrontatezza e ironia graffiante. Brani come Donne Ricche, Culo e Scapezzolate hanno diviso il pubblico, ma nel contempo lo hanno catapultato dai social al palco del Fantasanremo e, ora, a un duetto con Ditonellapiaga nella serata delle cover di Sanremo 2026.

Il fenomeno virale del pop italiano

In pochi mesi, Tony Pitony è passato dalle nicchie di TikTok e Instagram alla top ten digitale. Ha scritto persino l’inno del Fantasanremo, Scapezzolate, e le sue canzoni, pur con testi espliciti e provocatori, sono composte e suonate da veri musicisti. Il suo stile irriverente ricorda un mix tra Franco 126 e gli Squallor, con un approccio tra parodia e citazione della cultura pop italiana, dalla comicità degli anni Settanta fino alle performance di Elio e le Storie Tese a Sanremo.

Un’eredità di provocatori

Ogni generazione ha avuto il suo “Tony Pitony”: da Natalino Otto e Renato Carosone negli anni Cinquanta, agli Skiantos, fino ai moderni performer che giocano con il grottesco e la satira. Anche Fiorello lo ha riconosciuto come “la vera mina vagante del Festival”, a differenza di altri nomi più tradizionali come Pucci. Il pubblico più giovane, tra studenti e internauti, ha trovato in Tony un modo per tornare bambini e godersi il lato irriverente della musica italiana.

Il trentenne di Siracusa dietro il personaggio

Tony Pitony, nato a Siracusa nel 1996 (o ’97 secondo alcune fonti), ha iniziato il suo progetto musicale durante il periodo del Covid insieme a collaboratori come Sam Cammarana e il manager Luigi. Da ex rappresentante di canapa per aziende farmaceutiche, oggi guida un team di venti persone che cura musica, videoclip e spettacoli dal vivo. Tra i lavori più recenti c’è il video Giovanni, con regia di Gianpiero Santoro, che mescola provocazione e comicità surreale.

Teatro, maschere e influenze internazionali

Il percorso di Tony vede anche sette anni di studi a Londra alla Laine Theatre Arts, con formazione in teatro, musical e doppiaggio. Ama il grottesco, la messinscena e il controllo dello spettacolo, prendendo ispirazione da Andy Kaufman, Jim Carrey e Tim Minchin. La scelta della maschera da Elvis Presley, che protegge la sua identità e distingue forma e contenuto, riflette un approccio teatrale e ironico, lontano dai tradizionali cliché della musica italiana.

Dai rifiuti di X Factor alla rivincita

Nel 2020 Tony ha partecipato a X Factor cantando Hallelujah in chiave neomelodica, con l’obiettivo di “trollare” il talent più che entrarvi sul serio. Scartato dalla giuria, ha trasformato quel rifiuto in stimolo creativo, costruendo un percorso indipendente basato sulla meritocrazia e sulla libertà espressiva.

Il fenomeno social

Il successo sui social è esploso nel 2025, parodie, videoclip virali e live registrati con il telefono lo hanno portato a diventare un punto di riferimento per il pubblico giovane. Brani come Donne Ricche e Culo hanno conquistato le piattaforme digitali e fatto sold out nei club italiani. Tony ha lasciato il lavoro precedente per dedicarsi completamente alla musica, affiancato da un team di collaboratori, la maggior parte dei quali siracusani.

Tra Sanremo e Fantasanremo

La sua presenza a Sanremo 2026 sarà ufficiale nella serata delle cover con Ditonellapiaga, dove interpreterà The Lady Is a Tramp. Nel frattempo ha aperto il Fantasanremo 2026, esibendosi con Donne Ricche e presentando la sigla Scapezzolate.

Tony Pitony è così diventato non solo un fenomeno social, ma anche un protagonista del contesto musicale più prestigioso d’Italia, confermando la sua capacità di trasformare provocazione e ironia in spettacolo.



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