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Musica

Dalle parolacce a Strauss. Così Muti incanta Vienna

Vai a dormire con nove milioni di italiani che hanno ascoltato i Ricchi e Poveri o Anna Oxa e ti risvegli con i violini e gli applausi al direttore d'orchestra

Muti: "L'inno di Mameli deve essere cantato in coro"

Vai a dormire con nove milioni di italiani che hanno ascoltato i Ricchi e Poveri o Anna Oxa, oltre all’insulto in diretta oceanica su Rai 1 e ti risvegli con Riccardo Muti e Strauss.

Bella la vita, l’importante è saper scegliere, canzoni di fine anno, concerti di inizio anno, prima i trenini, poi i violini, prima le cosce al vento, dopo i frac (non scrivete con la kappa altrimenti gli inglesi se la spassano), cambia la musica in tutti i sensi, Liorni&Panicucci si sono divisi la lunga notte televisiva, Muti ha dimostrato ai viennesi come un grande direttore d’orchestra italiano sappia accarezzare e rendere attuale le opere di Johann Strauss, coinvolgendo il pubblico plaudente.

Non si è sentita l’assenza dei rapper, nemmeno dell’autotune ma, in verità, la marcia di Radetzki avrebbe potuto provocare reazioni e denunce, ricordando il maresciallo austriaco e i moti di Milano. Ma a Vienna soltanto gioielli e sorrisi, tutti in piedi per omaggiare l’italiano libero.

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