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Memo Remigi attacca la Rai: "Non mi sono potuto difendere"

Il conduttore si difende dopo le accuse di molestie: "Ho chiesto scusa a tutti, gesto fatto con leggerezza. La Rai? Mi è dispiaciuto come si sono comportati"

Memo Remigi attacca la Rai: "Non mi sono potuto difendere"

A poco più di un mese dalle polemiche scatenate torna a parlare Memo Remigi, finito al centro delle accuse dopo il video che ritrae la sua mano finire sul sedere di Jessica Morlacchi nel corso di una puntata di Oggi è un altro giorno su Rai 1. C'è chi nel caso mediatico lo accusa di molestie, ma lui fin da subito ha voluto chiarire che non va interpretato come un gesto malevolo. Così il noto conduttore, intervistato da Massimo Giletti a Non è l'arena su La7, è tornato sulla vicenda e si è voluto difendere ancora una volta.

Memo Remigi si difende

Memo Remigi ha innanzitutto sottolineato di aver chiesto scusa a Serena Bortone e all'azienda della Rai. Poi ha riconosciuto che si è trattato di un gesto "che è stato fatto in un momento molto sbagliato ovviamente, è un gesto che non dovevo fare". E ha annotato che a volte questi episodi portano a costruire una considerazione errata su una persona, che non corrisponde a quello che è nella realtà dei fatti.

"Questi gesti li fai con molta leggerezza, li fai con incoscienza forse. Me la prendo con me stesso perché ho fatto questa grande fesseria", ha aggiunto. La sua versione è stata argomentata anche con questa precisazione, che ha ritenuto doveroso fare alla luce della questione che con il passare dei giorni si è infittita di accuse nei suoi confronti. Inoltre ha fatto sapere di non aver cercato Jessica Morlacchi in seguito a quanto accaduto: "Non l'ho mai cercata e mi dispiace un po'. Ma sicuramente cercherò di rimediare, ci incontreremo ancora. Il nostro rapporto è sempre stato ottimo, per cui non voglio rovinarlo".

L'attacco alla Rai

Memo Remigi ha precisato di non volersela prendere con la Rai, ma nel giro di pochi secondi ha messo in fila una serie di atteggiamenti che non ha gradito dopo il caso scoppiato che gli è costato la sospensione. Non a caso si è detto "dispiaciuto" per come la Rai si è comportata nei suoi riguardi: "Non facendomelo sapere, non chiamandomi, non dicendomi che dovevano prendere provvedimenti...".

In sostanza il conduttore ha lamentato di non aver avuto l'opportunità di poter fornire la propria versione e di potersi difendere dalle accuse: "Non ho avuto nessun allarme da parte delle persone che avrebbero dovuto convocarmi e sentire anche il mio parere, il mio giudizio". Avrebbe dunque gradito poter esprimere la propria valutazione prima delle decisioni del caso.

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