15 anni di carcere per Jasveen Sangha*,* la donna che ha ammesso di aver venduto la ketamina che ha portato alla morte l’attore Matthew Perry. Oltre alla pena detentiva, dovrà scontare anche tre anni di libertà vigilata al termine della condanna. Sangha, soprannominata dai suoi clienti “Ketamine Queen”, si è dichiarata colpevole di cinque capi d’accusa legati all’overdose fatale della star di Friends nel 2023. La donna si trova in custodia federale dall’agosto 2024.
Le accuse
In un documento depositato il 25 marzo, i procuratori federali avevano già suggerito una pena di 15 anni, descrivendo Sangha come una "spacciatrice che vendeva droga che danneggiava le persone". Secondo l’accusa, anche dopo aver scoperto che le sostanze vendute avevano contribuito alla morte dell’attore, "non le importava e ha continuato a venderla". Il 28 ottobre 2023, Perry fu trovato privo di sensi nella jacuzzi della sua casa a Pacific Palisades e dichiarato morto sul posto. Successivamente, l’ufficio del medico legale della contea di Los Angeles stabilì che il decesso era stato causato da un’overdose accidentale di ketamina. I procuratori hanno sottolineato che "le azioni di Sangha dimostrano una freddezza e una totale mancanza di rispetto per la vita. Ha scelto il profitto al posto delle persone, causando un dolore immenso alle famiglie e ai cari delle vittime".
La difesa
Gli avvocati difensori hanno evidenziato come l’imputata abbia "riconosciuto il proprio ruolo in un grave comportamento criminale", chiedendo al tribunale di considerare una pena basata sul periodo già trascorso in carcere. "La nostra assistita non minimizza né la condotta né la gravità delle conseguenze contestate", hanno aggiunto.
Il sistema di distribuzione della droga
Secondo i procuratori, Sangha avrebbe collaborato con Erik Fleming per fornire ketamina all’attore. Nello stesso mese della morte di Perry, i due avrebbero venduto 51 fiale della sostanza, successivamente consegnate a Kenneth Iwamasa, assistente personale dell’attore. Iwamasa avrebbe somministrato la ketamina in diverse occasioni, comprese almeno tre iniezioni nel giorno della morte. Dopo aver appreso del decesso dai notiziari, Sangha avrebbe contattato Fleming tramite l’app criptata Signal dicendogli: "Cancella tutti i nostri messaggi".Fleming ha ammesso, nell’agosto 2024, di essersi accodato con altre persone per distribuire ketamina e di averla effettivamente venduta, causando la morte di una persona. Anche Iwamasa si è dichiarato colpevole di accuse analoghe, e entrambi attendono la sentenza.
Una rete attiva da anni
Le indagini hanno rivelato che Sangha utilizzava la propria abitazione come base operativa per stoccare, confezionare e distribuire sostanze stupefacenti, tra cui ketamina e metanfetamina, almeno dal 2019. Tra i capi d’accusa per cui si è dichiarata colpevole figurano la gestione di un luogo destinato allo spaccio, la distribuzione di ketamina in più occasioni e la cessione di una sostanza che ha causato morte o gravi lesioni.
La lunga battaglia di Perry contro la dipendenza
Matthew Perry ha affrontato per molti anni una dura battaglia contro le dipendenze, una condizione che ha inciso profondamente su gran parte della sua vita personale e professionale.
Durante gli anni di Friends (1994–2004), in cui interpretava Chandler Bing accanto a Jennifer Aniston, Courteney Cox, Lisa Kudrow, Matt LeBlanc e David Schwimmer, l’attore era diventato una delle star più amate della sua generazione. Tuttavia, il successo fu spesso oscurato dalle sue difficoltà personali. Lo stesso Perry aveva più volte ammesso che la dipendenza aveva inciso profondamente sulla sua carriera e sul suo lavoro in quel periodo.