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Sanremo, i look migliori e peggiori della prima serata

Promosso il primo cambio di Laura Pausini, bocciato quello di Can Yaman. Il dettaglio in omaggio a Gaza di Ermal Meta

Sanremo, i look migliori e peggiori della prima serata

Il festival di Sanremo non è solo canzoni: come ogni anno l’attenzione è rivolta anche ai look dei cantanti in gara ma anche degli ospiti e dei co-conduttori che, infatti, non disdegnano di effettuare uno o più cambi durante tutte le serate. Ecco, quindi, i look più rilevanti, in bene e in male, della prima serata.

Conduttori

Abito a sirena in velluto blu notte: è così che si è presentata sul palco del teatro Ariston Laura Pausini rendendo omaggio a Giorgio Armani, lo stilista scomparso a settembre. La cantante di Solarolo ha indossato una creazione della collezione Giorgio Armani Privè realizzato in esclusiva per lei. È caratterizzato da una A-line a sirena con un bustier con scollo a barca e spalline morbide sulle spalle. Le scarpe scelte dalla cantante sono di Casadei e collier di Pomellato. A curare il look della cantante è stata chiamata Monica Serani. Anche il secondo cambio, argenteo, e il terzo cambio, un lungo abito a sirena fasciante blu tempestato di strass, sono di Armani. Carlo Conti, invece, ha scelto il classico con uno smoking blu notte con doppiopetto firmato dalla Sartoria di Stefano Ricci per tutta la serata. Bocciato Can Yaman, o meglio il suo primo cambio: l’attore turco si è presentato sul palco senza cravatta, con la camicia aperta e il petto unto. L’abito è firmato dal designer Ilker Bilgi ed è un completo total black dal taglio classico adattato sulla fisicità importante dell’attore turco. Molto classico il secondo cambio, un completo nero con cravatta in tinta, ed elegante il secondo, uno smoking bianco con papilon nero e ricamo colorato sul reverse.

I migliori

Tra i look più azzeccati della serata c’è senz’altro quello di Arisa, che si è presentata a teatro Ariston con un abito di Des_Phemmes a colonna in duchesse di seta bianco ottico, realizzato seguendo i canoni dell’haute couture, con una struttura interna invisibile che scolpisce la silhouette con precisione millimetrica. L’abito è interamente realizzato a mano, con 1.300 gocce di cristallo. Apprezzamenti anche per Mara Sattei, che ha scelto un abito custom made nero con ampia gonna di Vivienne Westwood.

I peggiori

Tra i meno apprezzati c’è il look di Dargen D’Amico in versione parquet a spina ungherese, un modello custom Made Mordecai by Ludovico Bruno. Gli occhiali a maschera da cui l’artista non si separa mai sono tempestati di Swarovski. Levante si è presentata sul palco dell’Ariston con un vestito di Armani color champagne ma non la valorizzava come avrebbe potuto, forse per la lunghezza sotto il ginocchio, e quindi nel complesso il risultato è stato un po’ insipido.

Il dettaglio

Ermal Meta si è presentato sul palco con un look firmato da Trussardi con il nome di una bambina di Gaza ricamato sul colletto. “La protagonista di Stella stellina è una bambina senza nome, ma forse ha tutti i nomi. Aysha, Amal, Layla, Nour, Hind, che importa, forse niente, forse tutto. Figlie di nessuno, figlie di tutti.

Ho voluto far cucire i loro nomi sui miei abiti, scritti di mio pugno”, ha scritto il cantante sui social. Ci sarebbe stato bene anche il nome di una bambina ucraina, almeno oggi, giorno in cui ricorrono i 4 anni dell’invasione russa.

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