In Uganda battaglia per l'offesa a un re

A Kampala 14 morti e 550 arresti per i disordini durati tre giorni. Motivo: la violenta polemica tra il re tradizionale del Baganda (centro sud del Paese, principale tra i quattro regni ugandesi sciolti nel '66), Ronald Muwenda Mutesi II, e le autorità centrali

In Uganda battaglia 
per l'offesa a un re

Kampala - Una repubblica e quattro regni. Un presidente e quattro re. E' l'insolito assetto istituzionale dell'Uganda, repubblica africana che si trascina una 'confusione' nata dall'indipendenza dall'Inghilterra e che periodicamente esplode. Negli ultimi giorni ha provocato 14 morti e fatto scattare l'arresto per 550 persone. E' il bilancio dei disordini che hanno scosso la capitale Kampala per tre giorni, a partire da giovedì. All'origine delle violenze, una forte polemica tra il re tradizionale del Baganda (centro sud del Paese, principale tra i quattro regni ugandesi sciolti nel '66), Ronald Muwenda Mutesi II, e le autorita' centrali. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta quando a colui che l'etnia Baganda - la principale e più influente del Paese - considera il sovrano è stato impedito di recarsi a Kampala: un'offesa che non è stata tollerata. E nelle strade della città si è scatenata la battaglia.

Secondo la più recente ricostruzione, giovedì le forze di sicurezza hanno impedito ad un alto funzionario Baganda di entrare nella zona, nel villaggio di Kayunga, per avviare i preparativi in vista di una visita del sovrano. La reazione è stata immediata. Ieri il re ha cancellato la sua visita nel tentativo di evitare un'ulteriore escalation della violenza. Oggi a Kampala è tornata, almeno in apparenza,la quiete, una tesa calma dopo la tempesta: i negozi sono rimasti chiusi, lungo le strade presidiate dalla polizia i residenti camminano alzando le mani davanti agli agenti. "Dalle nostre indagini abbiamo appurato che 14 persone sono rimaste uccise negli scontri, compreso un agente", ha detto il capo della polizia Kale Kayihura. In un comunicato la polizia afferma inoltre che 82 persone e 13 agenti sono rimasti feriti e sono stati effettuati 550 arresti. L'ex leader ugandese Milton Obote nel 1966 aveva abolito le storiche monarchie che convivevano nel Paese. Nei primi anni '90 il capo di stato Yoweri Museveni (tuttora leader unico e in una Repubblica dove sono aboliti i partiti) aveva nuovamente riconosciuto i sovrani, che godono da sempre di un fedele seguito, ma senza concedere loro rilevanza istituzionale. Un doppio standard sul quale sono montate tensioni che adesso, insieme con le pressioni dell'opposizione che invocano riforme e il multipartitismo, in vista delle elezioni previste per il 2011, si caricano di significato e la contrapposizione col Baganda mostra un potenziale esplosivo.