Il più sportivo la butta sullo sfottò: «Il problema non si pone, la prossima volta vinceranno fra altri 45 anni». Ma non sono tutti così tranquilli i commercianti del centro, bersagliati per quasi 24 ore - fra sabato e domenica - da una festa che nella notte si è trasformata in una sorta di assedio a piazza Duomo. A colpi di petardi, falò, bivacchi ed eccessi.
Molti hanno dovuto chiudere in anticipo. Fra le 18 e le 19. Qualcuno ha subito danni alle strutture, altri solo disagi. Ma sono arrabbiati e delusi. Di certo non ci stanno a passare per quelli che hanno fatto affari: «Gli incassi? Abbiamo perso un sabato di lavoro, altroché», sintetizza Alessandro Prisco, interista e presidente di Ascoduomo, l’associazione con sede in piazza Diaz affiliata all’Unione del Commercio. «Avevamo da mesi in programma un’esposizione artistica - ricorda - e abbiamo dovuto smontare e rimontare tutto». Ma non è solo un cambiamento di programma che irrita. «Non vediamo che utilità possa avere questa idea di ospitare decine di migliaia di tifosi in questa piazza, che è meno grande di altre», riflette Prisco, prima di domandarsi «se debba essere violentato così un luogo che è pur sempre sacro». «Noi - ricorda - abbiamo dovuto chiudere in anticipo, lasciando la piazza in mano a questa gente che l’ha tratta come abbiamo visto, per esempio, nelle foto del Giornale che ritraevano quegli energumeni arrampicati al portone della Cattedrale». E i benefici? «A noi non risulta alcun beneficio. Ci risultano solo danni, a partire dal mancato incasso. Un sabato perso». «Per i mondiali meglio pensare ad altre soluzioni, ad altre aree».
In genere i commercianti promuovono Amsa («ha pulito abbastanza bene, anche se sono rimasti molti frammenti di vetro fra le mattonelle») e le forze dell’ordine («si sono tenute a debita distanza, per controllare tutti ci sarebbero voluti 10mila agenti». Ma anche i caffè di via dei Mercanti hanno dovuto chiudere in anticipo: «Gli affari? Li hanno fatti solo gli abusivi» dicono in coro. In Galleria un negoziante di abbigliamento è sconsolato: «Mi hanno distrutto l’insegna. Qualche affare in più? Forse con le partite dei mondiali. Con i tifosi stranieri. Ma sabato erano tutti milanesi, cosa vuole che comprassero?». Una vicina di vetrina invoca tolleranza, anche se «hanno orinato dappertutto, e qui sembrava una discarica».
Ultrà in Duomo, Comune contro Curia La Moratti: "Questa piazza è di tutti"
Dopo le critiche per gli eccessi dei tifosi il sindaco tira dritto: "Mi dispiace ma non capisco, quel luogo è il cuore della città". Rizzi: "Se potremo proiettare i mondiali lo faremo lì". Tutto dipende dalla Rai
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