Ulysse Nardin, il ritorno dei suoi «piccoli» capolavori

Ulysse Nardin, alla luce del l'eccezionale background di qualità e storia, è un brand d'Alta Orologeria non correttamente percepito, con notevoli potenzialità di sviluppo. Su questo giudizio concorda anche Loris Galeotti, responsabile del brand per l'Italia: «Stiamo incrementando la brand awareness sulla clientela nazionale ed estera, puntando su elementi fondanti come tradizione e innovazione. La distribuzione è composta da circa 26 punti vendita sul territorio nazionale, in evoluzione non in termini numerici, ma qualitativi».
Ricordo, come ieri, nel 1996 l'entusiasmo con cui realizzai con Ludwig Oechslin - anima tecnica e creativa del progetto avviato dal compianto Rolf Schnyder nel 1983 - il libro History in Time (Argò Editore), oggi, purtroppo, introvabile. Si celebravano i 150 anni della piccola manifattura fondata dall'appena ventitreenne Ulysse Nardin nel 1846 a Le Locle e si lavorava sull'eco straordinaria della Trilogia del Tempo, completata nel '92, e su innovazioni tecniche come il Gmt+/- regolabile a pulsante in avanti e indietro o il dispositivo del Calendario Perpetuo, privo di leve e camme e strutturato solo su ruotismi (regolabile via corona in entrambe le direzioni). Piccoli capolavori ai quali va senz'altro aggiunta la storica leadership nel segmento dei Cronometri da Marina, prima specializzazione del fondatore, che consentì alla Casa d'ottenere, a partire dal 1846, 4.324 certificati di precisione per cronometri da marina dall'Osservatorio di Neuchatel (il 95% degli emessi).
Su questo terreno, Ulysse Nardin è tornata nel 1996, lanciando il Marine Chronometer da polso in occasione del 150° anniversario e, oggi, dopo il Marine Chronometer Manufacture dello scorso anno, ecco il Marine Chronograph Manufacture. Un modello sviluppato su di una cassa da 43 mm con corona serrata a vite protetta da spallette, pulsanti a sezione rettangolare, lunetta zigrinata, vetro zaffiro su quadrante e integrato al fondello ed eleganti monoanse a piastra, per un impermeabilità fino a 10 atmosfere.
Il movimento automatico elaborato in-house, è il calibro Un-150 (28.800 a/h, riserva di carica di 48 ore), con ancora e ruota di scappamento in silicio (Ulysse Nardin può essere considerata un pioniere nell'applicazione di tale materiale all'organo regolatore dell'orologio) e bilanciere ad inerzia variabile. Disponibile in acciaio con quadrante nero e in oro rosa con quadrante argenté, Ulysse Nardin ne ha previsto una splendida versione in oro rosa (limitata a 150 pezzi) con quadrante in smalto bianco Grand Feu (a cura della Donzé Cadrans, azienda di proprietà della Maison), di altissima manifattura: su di esso spicca la grafica in nero, dalla scala della minuteria a chemin de fer, ai numeri romani, ai contatori crono (al 3 e al 6), ai piccoli secondi al 9, alla finestrella del datario al 4/5, per finire con le elegantissime lancette tipo Poires per le ore e Losanges per i minuti.
Il costo è di 35.900 euro. Chiudiamo citando anche un'altra «perla» 2013, ossia lo Skeleton Tourbillon Manufacture, disponibile in platino e in oro rosso (99 esemplari per versione), in cui il movimento manuale di manifattura, calibro Un-170 (18.000 a/h, 23 rubini, ben 170 ore di carica), con tourbillon volante (scappamento e spirale in silicio), è reso completamente visibile dall'assenza del quadrante e dalla scheletratura dei ponti satinati soleil.
Originali sono le lancette in acciaio azzurrato, a gladio con estremità squelette. I prezzi: 64mila euro (oro rosso) e 73mila (platino).

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