Unesco Vince una bulgara Sconfitto Hosni l’«antisemita»

Farouk Hosni, il controverso candidato egiziano alla direzione generale dell’Unesco, non ce l’ha fatta. È stato sconfitto ieri sera di misura (31 voti contro 27) alla quinta votazione dalla candidata bulgara Irina Bokova. Se la Conferenza generale del 15 ottobre, cui spetta l’ultima parola, confermerà la scelta del Comitato esecutivo, la ex ministro degli Esteri della Bulgaria sarà la prima direttrice donna dell’ente delle Nazioni Unite che si occupa dei beni culturali.
Hosni, sostenuto fino all’ultimo anche dal governo italiano dopo che il premier Silvio Berlusconi aveva preso un impegno personale in tal senso con il presidente egiziano Hosni Mubarak, si era alienato l’appoggio di molti intellettuali occidentali dopo le sue prese di posizione pesantemente antisemite, che poi aveva cercato di ridimensionare. In particolare, aveva dichiarato di volere bruciare tutti i libri in lingua ebraica. Si era anche vantato di aver favorito, in veste di diplomatico, la fuga dall’Italia dei dirottatori dell’Achille Lauro nel 1985.
Irina Bokova, 57 anni, è una diplomatica di carriera e un’esponente della sinistra del suo Paese: formatasi alla scuola delle relazioni internazionali di Mosca dove studiavano gli alti quadri comunisti negli anni del socialismo reale, dopo la caduta dell’impero sovietico ha aderito al partito socialista (post comunista) spostandosi via via su posizioni filoeuropee e filo Nato. Nella primavera 2005 era stata nominata ambasciatrice di Bulgaria in Francia, dove è anche rappresentante di Sofia presso l’Unesco, e dunque ben conosce l’istituzione che dovrà governare. Poliglotta, parla oltre al bulgaro il russo, l’inglese, lo spagnolo e il francese, un vero atout per dirigere una Maison aperta sul mondo.