Unicredit a Varsavia: «La vendita di Bph non è in discussione»

Scambio di battute a distanza tra il premier polacco e Profumo. Gli intrecci con la cessione di Splitska. Lunedì riunione decisiva

Da Milano

«Sarebbe meglio se Unicredit vendesse Bph. Ad essere interessati sono in tanti e il prezzo potrebbe essere buono»: le parole del premier polacco, Kazimierz Marcinkiewicz, sulla vicenda della fusione dei due istituti di Varsavia controllati dagli italiani suscitano le reazioni del numero uno di Piazza Cordusio, Alessandro Profumo. A stretto giro d’agenzia arriva la risposta: «Non sono questi i termini di cui si sta discutendo», dice. Di vendita, dunque non si parla. Almeno di vendita tout court. Perché in vista della riunione tra Unicredit e governo di Varsavia di lunedì (l’incontro tecnico in programma nei giorni scorsi è stato spostato per decisione delle parti) erano circolate delle ipotesi che parlavano di una possibile cessione del marchio Bph e di alcuni sportelli. Quello di lunedì potrebbe comunque essere il vertice decisivo. Soprattutto tenendo conto del fatto che solo due giorni dopo (il 5 aprile) è in programma la riunione dell’Autorità polacca di Supervisione bancaria chiamata a dare il suo via libera all’esercizio dei diritti di voto di Unicredit in Bph e quindi all’operazione di fusione tra la stessa Bph e Pekao. La commissione tecnica dell’Autorità ha già dato il suo ok, ma bisogna tener conto dell’opposizione del governo. E un compromesso appare dunque necessario.
La vicenda potrebbe tra l’altro intrecciarsi con l’altro fronte aperto di Unicredit, la cessione della croata Splitska Bank messa in vendita per problemi di antitrust (Piazza Cordusio controlla già la banca leader di mercato, la Zagrebacka). In pole position per l’acquisto, secondo le indiscrezioni emerse nei giorni scorsi, ci sarebbe Societé Générale (ieri Groupama ha dichiarato di controllarne il 5,62%). Dall’esame delle offerte presentate il 17 marzo, sembrerebbe aver offerto la somma più alta: 900 milioni di euro. Secondo una fonte vicina alla trattativa citata dall’agenzia Reuters i francesi avrebbero l’80% delle possibilità di aggiudicarsi la banca. Ancora in corsa ci sarebbe però la polacca Pko, prima banca polacca (almeno per il momento), controllata dallo stato e che perderebbe la posizione di leadership in seguito alla fusione tra Bph e Pekao. L’ipotesi è che il futuro di Splitska possa rientrare nelle trattative per trovare un accordo in Polonia. Anche se questa eventualità dovrebbe a sua volta fare i conti con l’atteggiamento delle croate che potrebbero non essere entusiaste di ritrovarsi in casi uno dei maggiori player del settore bancario controllati da un governo straniero.

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