Le vacanze all’estero costano meno che in Italia

Leggo sempre più lamentele che riguardano i costi particolarmente elevati delle vacanze in Italia. Da una parte albergatori e stabilimenti balneari che fanno a gara a chi la spara più grossa (in termini di listini) dall'altra le amministrazioni comunali che non vogliono essere da meno in questa gara silenziosa dove vince chi incassa di più con il minimo sforzo. Parcheggi a pagamento, multe, tassa di stazionamento per camper, sanzioni discutibili elevate ugualmente grazie al fatto che nessuno si prenderà la briga di andare a discutere una causa davanti a un giudice di Pace.
Le mie ultime vacanze marittime sono state in Grecia e negli Stati Uniti. Nel primo caso sull'isola di Skiathos appena scesi dal traghetto si viene abbordati da locali che propongono l'affitto di camere, a prezzi umani, insieme a quelle offrono anche il motorino per girare l'isola alla scoperta di spiagge incontaminate, deserte e soprattutto gratis. Nel caso invece di una vacanza in Florida, si può contare su: benzina a un quarto del nostro prezzo, motel in cui per una cifra variabile tra i 30 e i 70 dollari offrono una camera con due letti King size, ristoranti dove si mangia tutto quello che si riesce a mangiare senza alcun limite per appena 5 dollari. C'è il costo del volo intercontinentale, ma con questi costi di permanenza in loco e con scelte oculate in termini di voli low cost, un soggiorno da quelle parti rischia di costare meno che in Liguria, anche perché oltre a tutto questo laggiù i bambini mangiano e dormono gratis. Spiagge a pagamento negli Usa? Non penso gli americani riescano anche solo a concepire un concetto simile.
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