Vacanze, così si evitano i «mali del viaggiatore»

Il virologo Pregliasco: spesso malanni banali rovinano le ferie, meglio consultare prima il medico

Marisa De Moliner

Dieci milanesi su cento andranno in vacanza in una località esotica. Ma sono molti di più coloro che rischiano di vedersi rovinare le ferie da qualche malanno. Niente a che vedere con la febbre gialla e la malaria, per esempio, tipiche dei viaggi ai Caraibi. Disturbi più banali, come il mal d'orecchie o la diarrea, che si possono contrarre su tratte più rassicuranti come possono essere la Milano-Capri o addirittura la Milano-Rimini. E il 10% dei nostri concittadini più avventurosi rischia d'ammalarsi, non è possibile quantificare quanti sono coloro possono imbattersi in uno spiacevole «compagno di viaggio». «Perché a questo proposito - dice Fabrizio Pregliasco dell'istituto di virologia dell'Università degli Studi di Milano - non abbiamo dati di rilevanza clinica. Sono comunque molto numerosi. È una situazione che tutti abbiamo avuto modo di sperimentare. L'importante, dicono gli esperti, è non farsi prendere alla sprovvista e prima di mettersi in viaggio consultare il farmacista o il proprio medico curante».
«Una consultazione cui devono ricorrere - precisa Pregliasco - soprattutto coloro che soffrono di patologie croniche e sono in cura con anticoagulanti e antipertensivi». Ma quali sono i disturbi più frequenti da temere quando si va in vacanza? «Si comincia dalla cinetosi, comunemente conosciuta come il ”mal di movimento” - risponde il virologo - il mal d'auto, d'aria e di mare che colpisce soprattutto donne e bambini. L'elenco continua con le otalgie: gli sbalzi di pressione cui si è sottoposti in aereo e che possono provocare dolore alle orecchie, ronzii e occlusioni. Chi viaggia in aereo, ma anche chi per parecchie ore si sposta in auto, deve temere il gonfiore alle gambe».
C'è poi il raffreddamento, da aria condizionata o da sbalzi di temperatura, che può colpire chiunque, indipendentemente dal mezzo di trasporto. Lo stesso vale per la digestione e i disturbi intestinali che vanno dall'acidità di stomaco alla diarrea, non a caso ribattezzata «del viaggiatore».

Per ovviare a tutti questi inconvenienti che si deve mettere in valigia? «Un antinfiammatorio per curare cefalea e febbre - risponde Fabrizio Pregliasco - una pomata antistaminica contro le allergie e le punture d'insetti». «È bene - conclude il virologo dell'Università degli Studi - portarsi dietro anche gocce per l'otalgia e un antidiarroico e un antinausea».

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