Vacanze quasi a costo zero? Con lo scambio-casa si può

Trascorrere le ferie in un altro paese a costo zero. O quasi. È questa l’ultima tendenza dei vacanzieri, divisi tra voglia di partire e necessità di fare economia, per esigenza o etica, o perfino per moda. Quest’anno, infatti, è andato più che mai di moda il «baratto». Ma delle case. L’idea affonda le radici nella tradizione - basti pensare a modi di dire e proverbi, tipo l’italianissimo «Fai come se fossi a casa tua», ormai disponibile in tutte le lingue, a partire dallo spagnolo, vedi «mi casa es su casa» -. Economica e trendy nel contempo, la novità ha fatto preso sui romani. Nato negli States, l’Home exchange, fenomeno dello scambio-casa, ha conquistato la Capitale dove si è registrato quest’estate un sensibile aumento di scambi di questo tipo.
Il sistema è semplice. Chi può disporre di una casa, non necessariamente di proprietà, si iscrive su uno dei siti web specializzati nel settore, pagando una piccola quota annua - abitualmente, meno di cento euro - e registra la propria offerta. Si offre e ovviamente si cerca. Le mete sono molte e in tutto il mondo. E, anche in questo caso, Roma finisce per farla da padrona, al punto che risulta al primo posto tra le città italiane proposte da ScambioCasa.com, leader nel settore. Su oltre milleduecento case in tutto il Paese, duecentocinquantaquattro sono nel Lazio, tra queste quasi duecento nella città eterna, senza contare la provincia. Sono settantaquattro inoltre le mete romane su HomeLink.it. A queste vanno aggiunte centinaia di offerte su numerosi altri siti specializzati, senza contare gli scambi ufficiosi che non si avvalgono di agenzie, ma del tam-tam tra amici e conoscenti.
Le modalità sono diverse. Lo scambio può essere o meno simultaneo, si passa dalla casa «chiavi in mano» alla semplice offerta di ospitalità - si possono accogliere intere famiglie o soltanto giovani -, si può estendere ai veicoli o fare un baratto a metà, riducendo l’offerta ad un «homesitting», che offre la sicurezza di non lasciare mai l’appartamento vuoto. Le domande più frequenti degli utenti riguardano la preoccupazione di lasciare le chiavi a un estraneo, perché se l’idea piace rimane l’ostacolo della fiducia. «Pensa allo scambio di casa come a un appuntamento al buio tramite internet - rispondono a ScambioCasa -. Prima di uscire con qualcuno conosciuto sulla rete, si mandano mail, si parla qualche volta al telefono e si scambiano foto. Non si uscirebbe se non si sentisse un feeling con l’altra persona. La stessa cosa succede per la casa. Una buona comunicazione minimizza il rischio di aspettative deluse. Fai domande sulla casa e sull’area in cui è posizionata e chiedi di vedere delle foto». Le uniche spese di soggiorno che si pagano sono quelle delle bollette per il periodo di «prestito», quindi il costo della vacanza si limita a quello del viaggio, oltre ai pasti. A sedurre i viaggiatori, però, non è solo la possibilità di fare economia, ma una più complessa miscela di curiosità culturale, per la possibilità di entrare a contatto con usanze dei diversi Paesi, e desiderio di fare conoscenze. Quando si presta casa, lo si fa integralmente, dando all’ospite la possibilità di fare realmente come fosse a casa propria, utilizzando libri, cd e quant’altro. Si prestano, diciamo cos’, perfino gli animali domestici, che vanno ovviamente segnalati nell’annuncio. In quest’ultimo caso, al risparmio del costo dell’albergo si aggiunge quello di una pensione per cani o gatti. Alle regole pratiche si somma il galateo dello scambio, che impone di lasciare più lenzuola per il letto, della spesa in frigo per un primo pranzo frugale e, magari, un dono di benvenuto scelto tra i prodotti locali. «Verrà apprezzato - si legge nella Guida allo Scambio di Homelink - se lascerete qualche indicazione per quel ristorantino un po’ speciale, più una lista di luoghi da non perdere e, per scaramanzia, il numero di telefono dell’ospedale più vicino, del medico, compresa l’ubicazione della farmacia di zona».
Per lo scambio le agenzie prevedono la possibilità di stipulare assicurazioni, ma la prima regola è quella del buonsenso che invita a riporre in luoghi sicuri oggetti fragili o preziosi. «Eviterete - prosegue il testo - di pensare a quel vasetto di Limoges in bilico sul comò, mentre vorreste rimanervene tranquilli sul bordo di una piscina in Florida». Perché «mi casa es su casa», ma con misura.