Vademecum

Lo chiamavano Gaetanone. Aveva 51 anni ed è stata la prima vittima italiana del virus H1N1. Ma la gente del quartiere gli ha negato l’ultimo saluto. Ieri il feretro è stato trasportato con un carrello da portantini che indossavano mascherine. E durante i suoi funerali la chiesa era deserta. Perfino la madre si è tenuta in disparte sul fondo della navata e non si è mai avvicinata al feretro. La funzione religiosa è stata celebrata nella chiesa di San Antonio di Padova di Secondigliano, sotto gli occhi esterrefatti del parroco: «In quarant’anni non ho mai visto un funerale del genere - ha detto don Giuseppe - sono cose che devono fare riflettere». E in effetti deve far riflettere la disinformazione che ruota attorno alla nuova influenza A. La psicosi collettiva, infatti, non è scoppiata solo a Napoli, corre lungo lo stivale. Per strada o nei bar non c’è persona che eviti di parlarne e perfino in spiaggia le mamme fanno gruppo per capire come comportarsi con i bambini all’apertura delle scuole. Ed è proprio agli studenti e ai loro insegnanti che è dedicato il vademecum che il Giornale è in grado di anticipare.
È stato messo a punto dalla federazione italiana medici pediatri. Il suo presidente, Giuseppe Mele, lo sottoporrà al viceministro della Salute Ferruccio Fazio domani, in un incontro dove si metterà a punto il programma vaccinale per i giovani in età pediatrica. Ma le regole di prevenzione si potranno ritirare in ogni studio pediatrico italiano già nei prossimi giorni, oppure scaricandole dal sito della Fimp che metterà in rete il documento a stretto giro di posta. Le norme essenziali ruotano attorno alla prevenzione. Maestre e professori vanno educati così come i bambini degli asili e gli studenti di ogni ordine e grado. «La trasmissione del virus influenzale avviene per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce - spiega Mele - ma anche per via indiretta attraverso il contatto con mani o oggetti contaminati dalle secrezioni respiratorie. Per questo una buona igiene è essenziali nel limitare la diffusione dell’influenza».

PER GLI INSEGNANTI
Lavarsi le mani prima di ogni lezione e dopo aver accudito i bambini. Aerare bene gli ambienti, aule palestre, laboratori, mense. Rinnovare l’aria dopo ogni ora di lezione di cinquanta minuti. Fare la ricreazione in zone dedicate e a piccoli gruppi. Utilizzare asciugamani, bottiglie, bicchieri, posate proprie. Fare un’accurata pulizia dei banchi, delle palestre, laboratori, mense. Permettere agli studenti di usare i bagni o i detergenti per la pulizia delle mani anche durante l’ora di lezione. Evitare l’affollamento all’apertura o alla chiusura della scuola disciplinando le entrate e le uscite. Aumentare la distanza tra i banchi di scuola, evitare l’uso di telefonini I-pod e altre dispositivi altrui. Non fare lezioni se si è ammalati. Utilizzare mascherine se si presentano sintomi da raffreddamento senza febbre. Controllare lo stato di salute del personale addetto alle pulizie e di quello amministrativo. Non fumare in ambienti chiusi. Istruire e coinvolgere i «rappresentanti di classe» degli studenti. Imparare a riconoscere i primi sintomi dell’influenza e impedire l’accesso in classe degli studenti con sintomi sospetti.

ALL’ASILO E NELLE SCUOLE
Insegnare ai bambini come ci si lava le mani. Far loro lavare spesso le mani (con sapone liquido o con soluzioni detergenti alcoliche). Evitare che ci sia scambio di oggetti personali (posate, bicchieri, spazzolini) fra i bambini. insegnare a starnutire e a tossire nel fazzoletto. Ricordare di buttare via il fazzoletto una volta usato e di lavarsi le mani subito dopo. Se possibile, evitare contatti (baci, abbracci) stretti fra i bambini soprattutto se con sintomi di raffreddore o di tosse. Affiggere manifesti sulle norme igieniche. Agli insegnanti va ricordato, inoltre, che la malattia è contagiosa anche quando non si è ancora manifestata (in incubazione) ed è ancora contagiosa fino a 5 giorni dall’inizio dei primi sintomi.

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