Cronache

Val Susa violata dagli scontri Ma Passera gela i guerriglieri: "La Tav deve andare avanti"

Riaperta l'autostrada dopo aver ripristinato l'asfalto distrutto dai manifestanti. I No Tav preparano altri scontri. Ma Passera: "Andiamo avanti o perdiamo i fondi Ue"

Val Susa violata dagli scontri Ma Passera gela i guerriglieri: "La Tav deve andare avanti"

All'indomani degli scontri il manto autostradale bruciava ancora a causa dei fuochi accesi nella notte dai guerriglieri "No Tav". Ci sono volute diverse ore per riaprire l'autostrada che collega il capoluogo piemontese alle località sciistiche della Val Susa. Ancora una volta gli oppositori dell'Alta velocità hanno detto la loro bloccando un'intera regione e ferendo violentemente gli agenti che presidiavano il cantiere. Dinnanzi alla prepotenza dei No Tav il governo decide di andare comunque avanti. "La Torino-Lione è un’opera che deve andare avanti", ha assicurato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, assicurando "il pieno rispetto del tracciato e del cronoprogramma".

Dopo quasi dodici ore di proteste e scontri, i No Tav hanno deciso di abbandonare il presidio sull’autostrada A32. Una lunga "giornata di lotta" che si è conclusa, dopo mezzanotte, con i fuochi d’artificio sparati dalla carreggiata dell’autostrada. Le iniziative per l’anniversario degli scontri di Venaus del 2005 hanno, tuttavia, messo in ginocchio un'intera Regione che, nel ponte dell'Immacolata, non ha potuto raggiungere le località sciistiche. Non solo. L'autostrada è stata danneggiata per un lungo tratto e, solo in tarda mattinata, è stata riaperta dopo che per tutta la notte tecnici, operai e polizia stradale di Susa hanno lavorato per la riparazione dei danni. La Digos di Torino sta lavorando per identificare 400 manifestanti - i cosiddetti "incappucciati" - che ieri hanno dato l'assalto alle reti del cantiere di Chiomonte. Il capo della digos Giuseppe Petronzi ha parlato di "una quota esterna" che corrisponde a "un quarto dei manifestanti", circa un migliaio, che ieri hanno scelto i boschi di Giaglione per protestare. "Ieri sono stati messi in atto - ha spiegato Petronzi - atti di ostilità palese verso di noi. Molti sono attrezzati per una vera e propria guerriglia".

Mentre i No Tav preannunciano nuovi blitz per tutto il fine settimana, il governo conferma il proprio impegno. Nel corso di un’audizione in commissione Trasporti alla Camera, Passera ha fatto sapere che lunedì prossimo incontrerà il ministro dei Trasporti francese, Thierry Mariani per fare il punto sulla tempistica dei lavori. "Il passaggio del contributo europeo dal 20 al 40% ci aiuta - ha spiegato il ministro allo Sviluppo economico - la Torino-Lione deve andare avanti ma è un capitolo che ci deve aiutare a capire come gestire casi simili". Durante l'ultimo vertice del Cipe, il governo ha infatti sbloccato 12,5 miliardi, di cui 4,8 recuperati da ogni dove. Anche per questo la Tav deve andare avanti. Altrimenti l’Italia rischia di perdere ingenti fondi europei. Fondi che potrebbero andare in fumo già entro la fine dell’anno. Ed è per questo che nelle prossime ore ci saranno gli incontri con le regioni alla ricerca di un’intesa che potrebbe consentire di recuperare alcuni miliardi di euro.

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