"Questa statuetta è pesante ma non la mollo più!". Valentina Merli, l'unica italiana candidata alla 98ma edizione degli Academy Awards, stringe l'Oscar come coproduttrice del cortometraggio Two People Exchanging Saliva diretto da Alexandre Singh e Natalie Musteata. Si tratta, ha spiegato, di un progetto delle Galeries Lafayette di Parigi nato durante il Covid quando i grandi magazzini erano chiusi: "Da lì è nata l'idea di girare il film di notte, a serrande abbassate. Ci hanno dato carta bianca nella scelta degli artisti e dei registi. Uno dei costumi in bianco e nero ha un significato preciso: è ispirato a un Qr code e nasce dal clima della rivoluzione Donna, vita, libertà in Iran. Nel film c'è anche l'America di Trump, le politiche sull'immigrazione, la violenza sistemica".
Nata a Bologna nel 1972, Valentina Merli si è laureata in Giurisprudenza con una tesi di Diritto privato comparato con la Francia, Paese dove è andata a vivere, dal 1999, dopo un decisivo stage a Strasburgo, all'interno di "Eurimages", il fondo per le coproduzioni. Prima di fondare nel 2018, con Violeta Kreimer, Misia Film che ha coprodotto il corto da Oscar (tra le produttrici esecutive ci sono anche Juliette Binoche e Julianne Moore), Merli ha fatto una folgorante carriera come responsabile delle vendite internazionali di Pyramide e di Gemini Films e delle coproduzioni di Downtown Pictures di Marco Müller (ex direttore della Mostra di Venezia). Nel 2000 il Festival di Locarno l'ha chiamata a dirigere Locarno Pro.
Certamente Valentina Merli è uno dei tanti cosiddetti "cervelli in fuga" che guarda il suo Paese con la lente privilegiata della Francia: "Mi dispiace che l'Italia sia stata assente agli
Oscar. Penso che il cinema - come tutta la cultura - non sia abbastanza sostenuto in Italia. In Francia ti senti più ascoltato, accompagnato", dice la produttrice che ora sogna di trasformare il corto in un lungometraggio.