Il valore dell'uomo stritolato dai totalitarismi

Esce un saggio dell'ex sindaco cattolico di Firenze che non è stato più ristampato dal 1962. L'attualità dello scritto del deputato costituente che fu parlamentare nella prima legislatura

I totalitarismi del fascismo e del nazismo da un lato e del comunismo dall'altro stritolano l'essere umano tra due fuochi che ne stritolano la natura essendo portatori di valori anticristani e antievangelici. È uno dei concetti che stanno alla base di un saggio di Giorgio La Pira, «Il valore della persona umana» (Polistampa, pp.144, 12 euro) che torna in libreria dopo lungo tempo, l'ultima edizione disponibile risale al 1962.
L'ispirazione viene a La Pira proprio negli anni Quaranta quando il tema era attualissimo. Oggi, a tanti anni di distanza l'argomento non ha perso valore, merita anzi una rivisitazione e per questo è stata decisa una riedizione del testo in cui si tratta di questa «crisi ciclopica» in cui l'uomo è minacciato dalle diverse ideologie. Due forze perniciose che in diverso modo subordinano la persona al tutto collettivo negandone la peculiarità e sostanzialità individuale. Con ciò stesso in pericolo è anche la dignità della persona. E da questo nasce una riflessione profonda sul tema del valore del singolo rispetto alla società. Il singolo in rapporto alla massa.
La Pira, improntato di una fortissima carica cattolica, arriva a concludere che la suprema finalità di tutto l'aggregato sociale è solo e sempre la persona proprio contrariamente al principio dei regimi totalitari che vedevano nel motto «tutto nello Stato, nulla fuori dallo Stato» il loro criterio ispiratore. Oggi le idee proposte da La Pira acquisiscono nuovi valori di attualità e importanza non più alla luce delle minacce totalitariste, in questi decenni inesistenti ma in rapporto ad altri temi per i quali la centralità dell'uomo è spesso messa in discussione. Scienza, tecnologia e bioetica rappresentano gli scogli maggiori contro i quali si infrange un dibattito che spesso mette in discussione proprio il valore dell'uomo al centro di una crisi di valori che dal fine vita alla clonazione, dall'aborto al testamento biologico costringono a riflessioni che vadano oltre il semplice significato fine a se stesso.
Giorgio La Pira, ragusano di Pozzallo nacque nel 1904 e morì a Firenze nel 1977, dopo essere stato deputato democristiano nella prima legislatura e tuttora indimenticato sindaco di Firenze. Docente universitario di diritto romano, La Pira fu anche deputato costituente tra i dossettiani. Nella sua carriera parlamentare fu sottosegretario al lavoro del ministro Fanfani nel quinto governo De Gasperi.
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.