Valpolcevera Campo nomadi abusivo sotto il ponte della ferrovia

Valpolcevera Campo nomadi abusivo sotto il ponte della ferrovia

Tende canadesi, ma anche baraccamenti precari. E tutt’intorno sporcizia e degrado. È questo lo «spettacolo» ben poco edificante che si presenta agli occhi di chi passa in Valpolcevera, nei paraggi del ponte Luigi Ratto o del ponte della ferrovia di Rivarolo. La denuncia - l’ennesima, inascoltata dal Comune - arriva dal consigliere del Pdl nel Municipio V, Pietro Falanga, che denuncia «lo stato di abbandono in cui versa la città, e in particolare la Valpolcevera». Ne sono testimonianza evidente le immagini che riportiamo: due accampamenti abusivi, presenti da parecchi mesi, in cui si è insediata una colonia di zingari. «La situazione che si è creata giorno per giorno - lamenta, fra l’altro, Falanga - diventa sempre più critica, con un costante ampliamento degli insediamenti abusivi. Si tratta per lo più di baracche costruite con materiale di ogni genere, e tende da campeggio approntate sotto le arcate del ponte, al riparo dei piloni, in condizioni igienico sanitarie inesistenti e preoccupanti». L’esponente del Popolo della libertà lancia l’allarme su quanto sta accadendo sottolineando inoltre che «c’è sporcizia ovunque e ora, col caldo, anche forti e maleodoranti odori. Eppure, nonostante i molteplici appelli della popolazione residente, né il Municipio, nella persona del presidente, né l’amministrazione comunale si sono interessati della vicenda e non è stata intrapresa alcuna azione» per eliminare lo sconcio. Non si tratta solo di una questione di decoro, sintomatica della condizione di degrado e abbandono della zona in questione, ma anche di sicurezza dei cittadini che vi abitano. Per questo - conclude Falanga - presenterò un’interrogazione in Municipio per sensibilizzare un intervento a risoluzione del problema». Intanto il consigliere regionale Gianni Plinio e il consigliere del Municipio, Alessio Bevilacqua, entrambi del Pdl, hanno segnalato formalmente i due accampamenti abusivi alla questura e alla polizia municipale, e si chiedono «come mai il sindaco Vincenzi non faccia un sopralluogo e non intervenga», impedendo però che «i nomadi sgomberati si trasferiscano dal greto del Polcevera a quello del Secca».