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Missione del Papa a Monaco. Assist al principe anti-aborto

Prevost da Alberto dopo il no alla legge sull'interruzione di gravidanza. La frecciata a Parigi sul suicidio assistito

 Missione del Papa a Monaco. Assist al principe anti-aborto
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Le immagini di un Papa in elicottero rievocano quelle di Benedetto XVI nel suo ultimo giorno di pontificato. Il volo fatto ieri da Leone XIV per atterrare a Monaco, invece, segna una prima volta: Italia a parte, infatti, si è trattato del suo viaggio d'esordio in Europa. Otto ore nel secondo più piccolo Stato del mondo, superato in questa classifica soltanto da Città del Vaticano. Oltre alle dimensioni ridotte, ad accomunarle è anche il cattolicesimo che nel principato resta religione di Stato. Lo scorso novembre il principe Alberto II si è rifiutato di promulgare un disegno di legge mirato ad ampliare l'accesso all'aborto spiegando di voler tenere conto «del ruolo che la religione cattolica occupa nel nostro Paese». Una decisione controcorrente che, insieme al feeling scattato tra i due nel corso dell'udienza

dello scorso 17 gennaio in Vaticano, potrebbe aver contribuito all'organizzazione di questo sorprendente secondo viaggio apostolico del pontificato.

Non a caso, ieri nella sua omelia pronunciata nella cattedrale dell'Immacolata Concezione il Papa ha fatto appello alla comunità cattolica monegasca affinché «venga difesa e promossa la vita di ogni uomo e ogni donna dal suo concepimento alla fine naturale» ed ha ribadito il concetto invitando a chiedersi se «stiamo proteggendo la dignità della persona nella custodia della vita in tutte le sue fasi». Una possibile frecciata a quanto sta avvenendo nella vicina Francia con la discussione parlamentare sul disegno di legge che introduce il suicidio assistito. Secondo una lettura diffusa in queste ore sarebbe proprio per questo che il Papa avrebbe scelto di andare in elicottero a Montecarlo evitando così di atterrare in aereo a Nizza. In ogni caso, la visita papale è senz'altro un successo diplomatico per Alberto II che, accompagnato dalla principessa Charlene vestita di bianco, ha potuto affacciarsi insieme al Santo Padre dal balcone di Palais Princier. Nel suo saluto alla folla sottostante, Leone XIV ha ricordato di essere il «primo fra i successori dell'apostolo Pietro, nei tempi moderni, a visitare il principato di Monaco».

L'ultimo, infatti, era stato Paolo III nel 1538. Nello Stato famoso per i suoi residenti milionari e per la ricchezza pro-capite, Prevost ha detto che «ogni bene posto nelle nostre mani ha una destinazione universale, un'intrinseca esigenza di essere non trattenuto, ma ridistribuito, perché la vita di tutti sia migliore» ed ha chiesto alla popolazione locale «un impegno del tutto speciale nell'approfondimento della Dottrina Sociale della Chiesa». Un richiamo a Leone XIII a cui, peraltro, si deve la creazione della diocesi di Monaco.

Nella messa celebrata allo stadio Louis II davanti a quindici mila persone, Leone è tornato sull'attualità ha esortato a non abituarsi «al fragore delle armi» mentre incontrando i giovani nella chiesa di Santa Devota ha menzionato san Carlo Acutis, invocando «la necessità di preghiera, di spazi di silenzio, di ascolto, per far tacere la

frenesia del fare e del dire, dei messaggi, dei reel, delle chat». Tornato a Roma, Leone si prepara alla sua prima Settimana Santa che potrebbe iniziare con il valzer di nomine di cui abbiamo scritto nelle scorse settimane.

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