Leggi il settimanale

Il Papa: “Misericordia per i preti colpevoli di abusi”

Le indicazioni di Leone XIV ai vescovi francesi in una lettera firmata dal cardinale Pietro Parolin. E chiede di aprire ai fedeli della messa in latino

Il Papa: “Misericordia per i preti colpevoli di abusi”
00:00 00:00

I preti colpevoli di abusi non siano esclusi dalla misericordia di Dio che si rivolge a tutti. Questo è l’appello che Leone XIV ha rivolto ai vescovi francesi riuniti in assemblea plenaria fino al 27 marzo. Lo ha fatto in una lettera firmata dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin nella quale ha parlato anche di un altro tema delicato per la vita ecclesiale d’Oltralpe: la messa in latino.

La misericordia

Dal 2018 la Chiesa francese ha scelto di impegnarsi in prima linea nell’operazione verità sulle vicende passate di abusi. Nel 2021 era stato presentato il cosiddetto Rapporto Sauvé che copriva un periodo storico a partire dagli anni ‘50 ed aveva fatto una fotografia drammatica della situazione, rilevando più di 200 mila vittime. In realtà, però, i numeri del rapporto non hanno trovato tutti d’accordo. In ogni caso, il dossier abusi è molto sentito nella Chiesa francese e il Papa ha sentito la necessità di affrontarlo nella sua lettera rivolta alla Conferenza episcopale. “Un punto della vostra riflessione - ha fatto dire il Papa - riguarderà la prosecuzione della lotta contro gli abusi sui minori e il processo di riparazione, che avete intrapreso con determinazione”. Per Leone XIV è “necessario perseverare a lungo termine negli sforzi di prevenzione già in atto e continuare a dimostrare la sollecitudine della Chiesa per le vittime e la misericordia di Dio verso tutti”. Una misericordia che, si legge nella lettera, include anche i carnefici. “È positivo - viene affermato - che i sacerdoti colpevoli di abusi non siano esclusi da questa misericordia e siano oggetto delle vostre riflessioni pastorali”. Al Papa non sfugge anche che la vicenda abusi ha portato ad una crisi della figura del prete nella società francese. Il prezzo più caro è stato pagato dai sacerdoti innocenti, finiti nel mirino a causa delle “mele marce”. Leone ha chiesto di affrontare il tema con ottimismo, dicendo che “dopo diversi anni di dolorose crisi, è giunto il momento di guardare risolutamente al futuro e di offrire un messaggio di incoraggiamento e fiducia ai sacerdoti di Francia, che hanno sofferto molto”.

L’apertura alla messa in latino

In Francia è molto rilevante la presenza di sacerdoti, seminaristi e fedeli di orientamento tradizionale che amano le celebrazioni nella forma straordinaria del rito romano. Dopo anni di restrizioni e durezza inaugurati da Traditionis custodes nel 2021, Leone ha deciso di adottare una linea tollerante rispetto al suo predecessore e la certifica nella lettera firmata da Parolin. Il cardinale segretario di Stato ha riportato che la liturgia è un tema a cui “il Santo Padre è particolarmente attento, nel contesto della crescita delle comunità legate al Vetus Ordo”. Niente più pugno duro è la direttiva che consegna Leone. “È preoccupante che nella Chiesa continui ad aprirsi una ferita dolorosa riguardante la celebrazione della Messa , sacramento stesso dell'unità”, scrive Parolin. “Per sanarla - scrive - è certamente necessario un nuovo modo di guardarsi gli uni agli altri, con una maggiore comprensione delle reciproche sensibilità; un modo di guardare che permetta ai fratelli, arricchiti dalla loro diversità, di accogliersi a vicenda nella carità e nell'unità della fede”.

Roma chiede quindi ai vescovi di non chiudere la porta ai fedeli della cosiddetta messa in latino e la lettera invoca lo Spirito Santo affinché possa suggerire “soluzioni concrete che consentano la generosa inclusione di coloro che aderiscono sinceramente al Vetus Ordo, secondo le linee guida stabilite dal Concilio Vaticano II in materia di liturgia”.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica