Vaticano

Becciu dopo la morte di Ratzinger: "Il Papa è uno solo".

Il cardinale Angelo Becciu era rimasto sconcertato della notizia del ritiro del Papa emerito Benedetto XVI. In un'intervista rilasciata in esclusiva a ilGiornale.it racconta le sue impressioni di allora e del bisogno di restare uniti intorno a Papa Francesco

Becciu dopo la morte di Ratzinger: "Il Papa è uno solo".

Il giorno in cui Papa Benedetto XVI annunciò la sua intenzione di dimettersi, il cardinale Angelo Becciu era Sostituto alla Segreteria di Stato. Racconta quei momenti, e assicura di “pregare” in questi momenti in cui dissapori e divergenze emergono tra progressisti e tradizionalisti, dopo le affermazioni di monsignor Georg Gaenswein, segretario particolare di Ratzinger, contro Papa Bergoglio. Ribadisce che "Il Papa è solo uno" e invoca all'unità. E sulla santità di Benedetto XVI, il cardinale Becciu, prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei Santi, frena: “La Chiesa ha i suoi tempi”, in questa intervista a Il Giornale.

Si discute tanto in questi giorni delle dimissioni del Papa emerito. Lei, quel giorno, era in Vaticano come Sostituto alla Segreteria di Stato. Come ricorda quei momenti?

Furono momenti molto delicati e direi scioccanti. Non riuscivo a capacitarmi di quanto mi veniva detto e di quello che sarebbe potuto succedere nei nostri uffici e soprattutto nella Chiesa! La notizia mi era stata confidata mesi prima che venisse pubblicata perché mi fu assegnato il compito di provvedere, nella massima segretezza, alla ristrutturazione della casa dove Papa Benedetto sarebbe dovuto andare ad abitare, una volta emerito. Non potevo quindi sfogarmi con nessuno. Ne parlai solo con Lui la sera dell’udienza di tabella. Mi guardò in faccia con il suo bel sorriso e mi disse: “c’est la vie!” Ma soprattutto: “è la volontà di Dio e ad essa dobbiamo conformarci”!

Si apre ora uno scenario che riaccende vecchi e nuovi dissapori. Come sta vivendo questo momento di divisioni all'interno della Chiesa?

Certamente sto pregando! Non possiamo lasciarci travolgere da lotte intestine. Sarebbe assurdo. Non siamo un partito politico, siamo la Chiesa di Gesù Cristo ed egli ha sudato sangue, ha dato la sua vita perché i suoi discepoli rimanessero uniti. L’unità della Chiesa è il segno della nostra credibilità di fronte al mondo intero. Oltre a stracciare il mandato di Gesù, vanificheremo le sofferenze e le raccomandazioni di Papa Benedetto: il Papa è uno solo; è Francesco: con lui dobbiamo stare uniti ed essere in comunione!

Crede che anche Bergoglio possa dimettersi?

Tutto è possibile. Papa Francesco ebbe a dire una volta che ormai con Benedetto le dimissioni di un Papa sono diventate un’istituzione. Ma non voglio pensare a questa eventualità. Rischiamo come credenti di essere dei frustrati se ci lasciassimo prendere dal gioco delle ipotesi. Il Papa c’è e lo amiamo. Dio ha i suoi tempi, rispettiamoli.

Il popolo chiede a gran voce la santità di Ratzinger. Cosa ne pensa?

Mi ha commosso il grido che si è elevato tra la folla in Piazza San Pietro il giorno dei funerali di Benedetto: santo subito! La gente ha percepito la straordinaria statura morale e spirituale del Papa defunto. Non deludiamo e neppure illudiamo la gente, la Chiesa ha sapientemente fissato norme e tempi per la proclamazione dei santi. Penso che se vogliamo far contento Papa Benedetto non ci resta che diventare anche noi santi!

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