Vaticano

"Scusate, sono uomo e bianco". Il buonismo woke dilaga pure al Sinodo

"Sono bianco, occidentale e uomo. Non so che cosa sia peggio", dice il predicatore padre Radcliffe. Al Sinodo dei vescovi il discorso politicamente corretto secondo lo spirito del tempo

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Ci aspettavamo di sentire la buona novella. Invece ci siamo ritrovati con la novella buonista. L'avvio del Sinodo dei vescovi non è stato dei più promettenti: al ritiro spirituale organizzato nei giorni scorsi a Roma per i partecipanti ai lavori assembleari si sono infatti udite parole all'insegna del politicamente corretto, forse adatte a un contesto mondano più che a un ritrovo di cattolici. A pronunciare quelle strane osservazioni è stato in particolare un domenicano, padre Timothy Radcliffe, che già in passato aveva fatto discutere per alcune sue posizioni aperturiste su preti sposati e gay. Ebbene, all'avvio della propria meditazione pre-sinodale, il religioso si è lasciato andare ad alcune considerazioni all'insegna del cosiddetto pensiero woke.

"Quando il Santo Padre mi ha chiesto di predicare questo ritiro, mi sono sentito molto onorato, ma anche nervoso", ha premesso l'ex maestro dell'ordine domenicano. E poi: "Sono profondamente consapevole dei miei limiti personali. Sono anziano – bianco – occidentale – e uomo! Non so che cosa sia peggio! Tutti questi aspetti della mia identità limitano la mia comprensione. Vi chiedo quindi perdono per l'inadeguatezza delle mie parole". Parole talmente surreali che verrebbe da chiedersi se il religioso stesse forse scherzando, magari con l'intenzione di rompere il ghiaccio davanti all'assemblea. Eppure il tono di quelle osservazioni tradiva una certa convinzione. "Madre, lei perlomeno è una donna...", aveva anche chiosato Radcliffe, rivolgendosi probabilmente a una consacrata lì accanto.

Poi il domenicano ha proseguito con la propria riflessione, soffermandosi sui vari aspetti della sinodalità. Quelle sue iniziali e spiazzanti precisazioni, però, hanno attirato inevitabilmente l'attenzione. Anche perché il pensiero cristiano va già di per sé oltre a quelle osservazioni buoniste figlie di una certa "cultura" contemporanea: i credenti infatti si ritengono fratelli nella fede, senza distinzioni di genere, di provenienza, né tantomeno di età. E questo accade da sempre. Il senso di inferiorità di cui l'uomo bianco occidentale (e aggiungiamo eterosessuale, per completare il quadro) dovrebbe farsi carico è invece proprio del pensiero politico portato avanti da un progressismo che ha trasformato quei connotati in una sorta di nuovo peccato originale.

Nel prosieguo del proprio intervento, padre Radcliffe ha poi elencato le problematiche che preoccupano la Chiesa per il futuro. E qui - sulla scorta di quanto spiegava Papa Benedetto XVI - ci saremmo aspettati che il religioso si riferisse al materialismo, all'individualismo diffuso, al relativisimo, alla povertà materiale e spirituale. Invece ha parlato di ambiente e migranti. "Il futuro sembra buio. La catastrofe ecologica minaccia di distruggere la nostra casa. Quest’estate incendi e inondazioni hanno divorato il mondo. Piccole isole iniziano a scomparire sotto il mare", ha spiegato il predicatore. E ancora: "Centinaia di persone sono affogate nel Mediterraneo, non lontano da qui. Molti genitori si rifiutano di far nascere bambini in un mondo che appare condannato. In Cina, i giovani indossano magliette con la scritta 'siamo l'ultima generazione'. Riuniamoci nella speranza per l'umanità, specialmente nella speranza per i giovani". Parole non troppo diverse da quelle degli eco-attivisti dei blocchi stradali e delle proteste d'assalto.

Certo, il Sinodo da poco avviato avrà il

compito di scandagliare vari aspetti della Chiesa e della società odierna. L'auspicio, per chi crede, non può che essere uno: quello che a guidare i lavori sia lo Spirito santo, più che lo spirito ideologizzato del tempo.

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