Vaticano

"Sono vivo". Cos'ha e come sta Papa Francesco

Il pontefice ha detto di essere stato colpito da una bronchite e non da una polmonite, come si sospettava. Nel suo intervento ricorda anche l'importanza della medicina preventiva

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"Come vedete, sono vivo”. Papa Francesco ricorre al sarcasmo come già avvenuto in diverse situazioni, per rassicurare i credenti sulle sue condizioni di salute. Nelle scorse ore, c’era stata molta apprensione per il pontefice dato che a causa del suo precario stato di salute era stato costretto a cancellare un viaggio all’estero e in più di un’occasione non è riuscito a leggere la catechesi per i fedeli desiderosi di ascoltare le sue parole.

Nella giornata di giovedì 30 novembre, Papa Francesco, ricevendo in udienza i partecipanti al Seminario di "Etica nella gestione della salute", ha spiegato la malattia che l'ha colpito: “Grazie a Dio non era polmonite. È una bronchite molto acuta e infettiva. Non ho più la febbre, ma prendo ancora antibiotici e cose del genere". Negli ultimi giorni, si era diffusa la notizia di un’influenza che avrebbe intaccato i polmoni di Sua Santità, costringendolo a rinunciare a udienze e diversi appuntamenti già fissati in Vaticano. A conferma di ciò, sabato 25 novembre, i medici del policlinico Gemelli di Roma, dopo aver visitato Bergoglio, gli avevano diagnosticato un’infiammazione polmonare, motivo per cui aveva dei problemi respiratori. Di conseguenza, i dottori gli avevano consigliato di mettere da parte l’agenda degli impegni e riposarsi.

Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha rilasciato un comunicato stampa dopo il parere dei professionisti del Gemelli: “Pur essendo migliorato il quadro clinico generale del Santo Padre relativamente allo stato influenzale e all’infiammazione delle vie respiratorie, i medici hanno chiesto al Papa di non effettuare il viaggio previsto per i prossimi giorni a Dubai, in occasione della ventottesima Conferenza delle Parti per la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici”. Bruni ha specificato che Sua Santità aveva accolto con grande rammarico il fatto di non poter partire alla volta di Dubai, ma che la Santa Sede si sarebbe attivata diversamente per poter essere presente al summit.

Oltre ad averlo invitato a rinunciare al viaggio negli Emirati Arabi Uniti, i medici avevano suggerito al Papa anche di non affacciarsi dalla finestra di Piazza San Pietro domenica scorsa e di rinunciare in parte all’Angelus a cui ha solo assistito dalla cappella di Casa Santa Marta. Nonostante la salute cagionevole, Bergoglio non ha voluto rinunciare all’udienza generale di mercoledì 29 novembre, occasione in cui ha detto ai fedeli che non avrebbe letto la catechesi perché "ancora non sto bene, con questa gripe", usando lo spagnolo per definire l'influenza. Giovedì, invece, sono giunte le rassicurazioni.

Durante l’incontro del 30 novembre con i seminaristi, il Papa ha voluto concentrarsi l’importanza della prevenzione delle malattie: "Mi piace molto la medicina preventiva, perché previene gli eventi prima che si verifichino. Apprezzo quello che fate. Non solo cercare soluzioni mediche e farmacologiche, ma anche custodire la salute, cioè pensare al bene della salute. E come preservarlo. Non solo curare ma preservare" .

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