Leggi il settimanale

Venezi: "La musica trasforma il dolore in arte"

La direttrice d'orchestra spiega il "Va, pensiero". Brugnaro: "Spero in una sintesi con La Fenice"

Venezi: "La musica trasforma il dolore in arte"
00:00 00:00

da Venezia

"È là, quella col capèo (cappello)", esclama uno dei giornalisti veneziani appostati fuori dal carcere femminile della Serenissima, in attesa di parlare con la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi. Che ha appena tenuto una lectio magistralis sul Va, pensiero alle detenute, o meglio: "alle farfalle della Giudecca", aggiusta il tiro la direttrice del carcere Maurizia Campobasso

Venezi - dal prossimo ottobre alla guida del Teatro la Fenice che però la contesta - sceglie una prima uscita veneziana simbolica: fuori dalla torre d'avorio, in un luogo di marginalità, quasi a prefigurare un teatro più inclusivo. E sceglie di non rilasciare dichiarazioni. Dribbla il capannello di cronisti, sale su un taxi e si allontana, elegante come sempre, con il sigillo del bel capèo.

Il sindaco Luigi Brugnaro invita a "ricomporre il clima" e a "trovare una sintesi": "Possibile che i 300 dipendenti della Fenice la pensino tutti allo stesso modo? Credo che ci sia qualcuno che traina, anche grandi musicisti, per carità. Venezi è stata condannata prima ancora di salire sul podio. Parliamone. E poi il volantinaggio... spero di non trovare dietro un politico o qualcuno in campagna elettorale. Vorrà dire che risolveremo tutto dopo le elezioni. Ho conosciuto Venezi dopo la nomina: si farà conoscere dalla città, che sono sicuro la sosterrà. La nostra città crede nelle donne". Gianmarco Mazzi, sottosegretario alla Cultura, fuga ogni dubbio - qualora ci fosse - su possibili ripensamenti: "Venezi è reduce dai successi di Pisa e di Trieste, e sarà, anzi è, il direttore della Fenice. Incarna il progetto del Governo di favorire l'accesso all'opera e offrire uno sbocco ai nostri giovani talenti".

Prima della lectio Venezi sparisce, è là, tra le "farfalle della Giudecca". "Di che segno sei?", chiede una giovane detenuta. "Pesci", risponde la direttrice. "Anch'io. È la prima volta che vieni in carcere?". Venezi annuisce e, su richiesta, spiega in cosa consista il suo lavoro. "Dirigi davvero anche cento persone?".

Poesie e scritti di cinque detenute introducono la riflessione sul coro del Nabucco, "un'opera scaturita da una profonda ferita. Verdi trasforma il dolore in arte e il patire in virtù. Affida questi messaggi alla comunità, al coro. La musica non toglie il peso, ma aiuta a sopportarlo. Arte e cultura sono umanità, che non si sospende con una sentenza", osserva la musicista.

Resta da vedere quale corso prenderà la sentenza espressa dai musicisti della Fenice.

E, per dirla con la direttrice del penitenziario, come si riparte dopo una dissonanza, come si costruisce l'armonia, come si ricompongono i cocci. Il pensiero corre alla Prova d'orchestra felliniana - qui, però, senza bisogno di metafore.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica