Venezia Voleva fare il kamikaze in Irak Il giudice lo assolve: «È un guerrigliero»

La Procura di Venezia aveva accusato Hussein Saber Fadhil, detto il Califfo, di essere il capo di una cellula vicina ad Al Qaida e collegata ad Al Zarqawi e di aver progettato un attentato terroristico a Bagdad con lanciarazzi e kamikaze. In pratica il quarantottenne residente a Padova è un terrorista. Di parere diverso il giudice di Venezia, Vincenzo Santoro, che lo ha assolto lo scorso anno. Le motivazioni della sentenza che lo scorso anno ha proclamato l’innocenza di Saber Fadhil sono state rese pubbliche ora. Secondo il giudice Hussein Saber Fadhil non è un terrorista - come riportato dal Corriere del Veneto - ma un guerrigliero dato che «l’attività del suo gruppo... pur essendo militarmente attivo... è interamente collocabile nell’ambito del conflitto armato interno dell’Irak e poiché le prove processuali sono lungi dal dimostrare che le iniziative della sua formazione siano state finalizzate a colpire obiettivi non militari... è da assolvere ». Non è la prima volta che in Italia si verifica un caso del genere. Celebre fu la sentenza con la quale il nostro Paese imparò a conoscere il giudice per le indagini preliminari di Milano, Clementina Forleo. In una vicenda analoga, sempre riguardante l’Irak, la Forleo «salvò» alcuni imputati di terrorismo ritenendoli guerriglieri e quindi non punibili come terroristi.

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