Il verde sbaglia e approva la legge sulla caccia

Monguzzi schiaccia per errore il pulsante della votazione: un «sì» poi corretto a penna

Gianandrea Zagato

Con duemilaottocento e passa emendamenti aveva promesso di impallinare le modifiche della legge sulla caccia. Legge valutata «assurda e vergognosa» perché farebbe «strage di piccoli volatili protetti dall’Unione Europea, come passeri e fringuelli». Virgolettati che non si sono però concretizzati: infatti, ha votato «sì» e, attenzione, è un «sì» che pesa quello di Carlo Monguzzi.
Nessuna omonimia, attenzione: il «sì» registrato nell’aula del Pirellone dove è stata approvata la legge sulla caccia è proprio quello del capogruppo regionale dei Verdi. Già, il paladino numero uno dell’ambientalismo duro e puro, quello intriso di demagogia un tanto al chilo che si vanta d’essere l’alfiere della stucchevole battaglia contro la caccia, Monguzzi, ha schiacciato il pulsante del «sì». Scelta politica che, naturalmente, il pasdaran delle peppole lombarde definisce «sbagliata»: «Era la cinquecentesima volta che schiacciavo il pulsante e mi sono sbagliato. Una distrazione lampante corretta sullo statino della votazione, dove il “sì” è stato corretto in “no” a penna e aggiunto come tredicesimo voto contrario ai dodici dell’opposizione». Errore umano, dunque, e non redenzione dell’ambientalista che continua a nella sua battaglia manichea, quella dove le doppiette sono tutte cattive.

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