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Verdini La Gdf indaga su 2,6 milioni Il coordinatore attacca «Repubblica»

La Guardia di Finanza sta indagando su una transazione da 2,6 milioni di euro tramite la Società Toscana Edizioni e il coordinatore Pdl Denis Verdini nell’ambito dell’inchiesta «P3». Lo stesso Verdini ieri ha minacciato le vie legali dopo l’articolo di «Repubblica» dal titolo «Da Carboni a Verdini un milione di euro per nomine e appalti» in cui il coordinatore del Pdl viene indicato come beneficiario di un trasferimento illegale di denaro di cui lui sarebbe stato beneficiario. «Leggo su “Repubblica” l’ennesimo articolo falso e diffamatorio, basato sul collage di semplici ipotesi investigative, tra l’altro in gran parte assenti dall’ordinanza di custodia cautelare. Il quotidiano ricostruisce in modo strumentale e capzioso fatti che invece sono limpidi». Il quotidiano di Mauro scrive, tra l’altro, di una «contabilità parallela» utilizzata dal faccendiere Flavio Carboni e soci per effettuare almeno «quattro operazioni sospette». Una sorta di «cassaforte», insomma, che li affiliati alla cosiddetta «P3» avrebbero utilizzato per finanziare uomini politici.

«Poiché il mio silenzio, anche a fronte delle ripetute e gravi fughe di notizie relative all’inchiesta, viene interpretato non come un comportamento rispettoso del lavoro della magistratura ma come un indizio di una qualche responsabilità per istruire un processo di piazza, ho deciso di uscire dal riserbo per ribadire la falsità delle notizie pubblicate».

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