"Erano partiti per sospendere il gemellaggio con Tel Aviv e sono finiti con l'interrompere quello dentro la maggioranza, e soprattutto tra Pd e sindaco. Il paradosso è che è successo dopo il vertice in cui avevano detto di essersi chiariti". La capogruppo di Noi Moderati Mariangela Padalino e Manfredi Palmeri ironizzano sull'effetto politico scatenato dall'ordine del giorno sullo stop ai rapporti con Tel Aviv (bocciato) lunedì in aula anche coi voti della sinistra. Anche il resto del centrodestra ha gioco facile, dopo che Sala ieri ha dichiarato che "si è rotto qualcosa con il Pd, hanno usato torni da sfiducia nei miei confronti, serve una verifica". Il segretario provinciale della Lega Samuele Piscina afferma: "Quando lo stesso sindaco ammette di non avere la fiducia del Pd, certifica quello che diciamo da tempo, la maggioranza è saltata, si dimetta". Per Riccardo Truppo (FdI) "il centrosinistra è al capolinea".
E Forza Italia intanto si prepara al congresso regionale lombardo: il segretario nazionale Antonio Tajani lo ha convocato per il 2 luglio alle 17,30 presso l'auditorium Testori a Palazzo Lombardia. Ha prevalso la linea del segretario uscente Alessandro Sorte e caldeggiata anche da big locali del partito come Letizia Moratti, Gianluca Comazzi, Massimiliano Salini. Doveva già tenersi a giugno, è stato escluso un ulteriore rinvio come chiedeva invece la corrente minoritaria. E Sorte si avvia verso la riconferma, dovrebbe essere affiancato da Alessandro Cattaneo, attuale responsabile nazionale dei Dipartimenti del partito, nel ruolo di vice. "La stagione dei congressi è un passaggio necessario.
È giusto valorizzare chi, attraverso il lavoro quotidiano, l'impegno e la presenza costante riesce a costruire consenso nelle comunità locali - afferma Comazzi - Abbiamo davanti sfide decisive, le elezioni di Milano, le Politiche e le Regionali. Serve una guida solida e un partito compatto e credibile".