Scala dei Turchi, perché si chiama così e tutte le curiosità

Location mozzafiato a pochi passi da Agrigento, la Scala dei Turchi è una scogliera di colore bianchissimo dal fascino senza tempo e dalla storia antica

Scala dei Turchi, perché si chiama così e tutte le curiosità

Nota come Scala dei Turchi è un'incredibile falesia a picco sul mare e che si staglia lungo la costa di Realmonte, in provincia di Agrigento. È una vera attrazione turistica dai natali antichi, che riesce a mozzare il fiato già al primo sguardo, per la sua incredibile estensione e la forma sinuosa.

La sua bellezza senza tempo ha trovato posto anche in molte pellicole cinematografiche, quale vera protagonista e simbolo del territorio siciliano. Deve la sua fama a quel bianco splendente che caratterizza le sue rocce, tanto da brillare e riflettersi nelle acque limpide del mare. Incastonata tra due spiagge di sabbia fine, appare come un diamante grezzo ma elegantemente luminoso, scopriamo la storia della Scala dei Turchi.

La Scala dei Turchi, origini di una roccia dal passato antico

Scala dei Turchi

Molto amata e apprezzata la Scala dei Turchi è una meta turistica importante, in grado di catturare l'attenzione sia per la sua presenza fisica, che per la particolare colorazione. Si tratta di un'antica falesia di marna bianchissima, ovvero una roccia sedimentaria caratterizzata da una parte argillosa e una carbonatica con la presenza di gusci di microfossili. La particolare roccia è costituita da Trubi, un termine che identifica una formazione geologica di età pliocenica, di origine pelagica, presente proprio in Sicilia.

La Scala dei Turchi è un sito geologico noto con una particolare conformazioni a onde irregolari ma morbide, che ne permettono la datazione era dopo era. In particolare è possibile osservare le ciclicità legate alle variazione dei parametri orbitali. Il nome è una conseguenza diretta delle innumerevoli invasioni e incursioni da parte dei Saraceni in epoca antica, con atti di pirateria a discapito dei popoli locali.

Questi, ribattezzati turchi, erano veri e propri pirati che, nel '500, erano soliti approdare lungo la falesia risalendola per raggiungere i villaggi e poi depredarli. La particolare parete costituita da gradoni rendava facile la scalata, così da raggiungere velocemente i territori siciliani.

La Scala dei Turchi, tutte le curiosità più note

La Scala dei Turchi

La location è molto apprezzata e amata dai turisti che fanno a gara per raggiungerla, anche per le acque meravigliose che lambiscono la falesia e le due spiagge di sabbia finissima che la circondano. Ma da tempo le associazioni ambientaliste rimarcano fermamente come l'area sia a rischio idrogeologico, favorito dall'impatto di un turismo eccessivo e una non adeguata gestione della acque circorstanti. Non a caso si parla di voler ridurre l'affluenza, osteggiando al contempo l'abusivismo edilizio presente in zona.

Per proteggere la Scala dei Turchi è stata inserita in lista per diventare sito Patrimonio dell'UNESCO, una tutela importante e una cadidatura richiesta dall'Assemblea regionale siciliana. Una necessità indispensabile, utile a preservare questo patrimonio naturale da sempre al centro di operazioni e interventi di recupero finanziati dalla Regione Sicilia e da altri enti. Nonostante, pare, che quel tratto di spiaggia e roccia sia in realtà proprietà privata.

Un luogo talmente magico che, da anni, è meta ambita anche delle produzioni cinematografiche più importanti. Nel tempo è stata scelta da molti registi come Giuseppe Tornatore che, qui, ha girato molte scene di Malèna. Ma anche di molte altri set come quelle de Il Commissario Montalbano, In Guerra per Amore, Arritmìa oltre a uno spot pubblicitario di Giorgio Armani. Sempre al mondo del cinema e dello spettacolo sono legati alcuni eventi che prendono il via, in estate, presso il comune di Realmonte.

La leggenda della Scala dei Turchi

La Scala dei Turchi, scorcio

Un'antica leggenda è legata alla Scala dei Tuchi e alla sua nascita, alla figura di due giovani fidanzati perdutamente innamorati: Rosalia e Giuseppe. Lei, figlia di una famiglia altolocata di Realmonte, lui un semplice ma onesto operaio, e che si innamorano scatenando le ire del padre di lei pronto a osteggiarne l'unione. Le origini umili del giovane erano un vero ostacolo per la famiglia di Rosalia, che non vedeva un futuro sicuro per la figlia.

Per questo il padre rinchiuse la figlia in monastero. Ma i due decisero di vedersi di nascosto, un'ultima volta, per dichiarare al mondo il loro amore, gettandosi insieme dalla punta di Monte Rossello.

La tradizione narra che dal luogo del loro impatto affiorarono due scogli, ancora presenti nel mare e ribattezzati "U zito e a zita". Durante le notti di luna piena c'è chi giura di udire il canto triste di una donna addolorata, la litania di Rosalia per l'amato Giuseppe.

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