È il 12 aprile quando Italo Bocchino fonda la propria associazione, «Generazione Italia», con lo scopo di «stimolare la discussione interna al Pdl», come dichiara nel primo editoriale della rivista. Ma la discussione si trasforma subito in rissa quando il 16 aprile, mentre Fini minaccia di dar vita a un gruppo autonomo nel Pdl, Bocchino dichiara che lui e gli altri finiani «sono pronti a fare la conta nel partito». La stessa sera, Bocchino insulta in tv il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi: «Squadrista! Fascista! Voi di Cl siete i maestri della lottizzazione e vuoi venire a fare la morale a me?». Passano i giorni, la tensioni restano. Il 22 aprile Bocchino dichiara che «il Pdl non è più il partito del berlusconismo». Una settimana dopo, il 29, attaccato dalla maggioranza del partito, si dimette da vicepresidente vicario del gruppo Pdl alla Camera. Ma lindomani dichiara di essere stato «epurato per volere di Berlusconi». Dopo le dimissioni, comunque, Bocchino non limita le sue bordate anti Pdl.
Ieri lultima minaccia: «Siamo davanti a un bivio: o cè una svolta nel Pdl e dora in poi si discuterà preventivamente su ogni questione, decidendo tutti assieme; oppure noi continueremo a porre allesterno le questioni, alleandoci con lopinione pubblica».La vicenda La guerra di Italo contro il suo stesso partito
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