La vicenda Quegli 850 milioni versati in nero per l’attico ai Parioli

La vicenda della casa acquistata in nero da Ezio Mauro risale al 2000. Il proprietario dell’appartamento nel centro di Roma era l’ex vicepresidente dell’Eni Alberto Grotti, che, attraverso la madre, lo vende al direttore di «Repubblica». Il prezzo pattuito è di 2 miliardi e 150 milioni di lire (siamo in epoca pre-euro). Di questi, Mauro evita di dichiarare al Fisco 850 milioni, che tra l’altro paga con decine di assegni da 20 milioni e uno da 10 che portano la sua firma. La coincidenza fu che Alberto Grotti voleva vendere la sua proprietà per recuperare i soldi necessari a fare causa proprio a «Repubblica» per un articolo che riteneva diffamatorio. A scrivere per primo di questi fatti è stato nel novembre del 2007 Franco Bechis, direttore uscente di «Italia Oggi» e prossimo vicedirettore di «Libero», sul «Tempo», quando ne era alla guida. Bechis conferma di avere ancora tutta la documentazione che attesta la vicenda. Colpisce il contrasto tra questa mossa da «furbetto» delle tasse da parte del numero uno del quotidiano di riferimento del centrosinistra e le sue molte prese di posizione contro l’evasione fiscale.

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