Vigilantes pagati una miseria, condannata Atm

Il tribunale: "Stipendi sotto la soglia della povertà". L'azienda: "Da parte nostra nessuna responsabilità diretta"

Vigilantes pagati una miseria, condannata Atm

Stipendi dei vigilantes «sotto la soglia di povertà», condannata dovrà risarcire per diverse migliaia di euro. Gli stipendi infatti sono contrari all'articolo 36 della Costituzione che non garantiscono «un'esistenza libera e dignitosa» con paghe inferiori alla «soglia di povertà». Lo ha deciso la Corte di Appello di Milano - Sezione Lavoro nella causa fra l'azienda del trasporto pubblico milanese Atm, il suo sub appaltatore per i servizi di vigilanza e sicurezza Ivri Servizi Fiduciari e alcuni lavoratori che andranno risarciti per diverse migliaia di euro perché contestavano la «costituzionalità» delle paghe ricevute negli anni sulla base del contratto collettivo nazionale dei servizi fiduciari firmato da alcuni sindacati: 950 euro al mese per 173 ore di lavoro per una paga oraria di 5,49 euro/ora lordi, su turni della durata di oltre 11 ore e completamente in notturna.

Con sentenza depositata il 25 gennaio scorso, i giudici d'Appello di Milano, Monica Vitali, Roberta Vignati e Andra Trentin hanno respinto il ricorso di Atm e Ivri confermando per intero la sentenza di primo grado emessa ad aprile 2021 dalla giudice del lavoro Maria Grazia Florio che ha dato ragione ai lavoratori di custodia e sorveglianza presso diverse sedi Atm, disponendo di aumentare lo stipendio mensile lordo a 1.218 euro.

Dal canto suo Atm fa sapere che «non ha alcuna responsabilità diretta nel rapporto contrattuale che intercorre tra il datore di lavoro (IVRI) e i lavoratori, rapporto che risulta peraltro regolato da un contratto nazionale di lavoro (quello per i dipendenti di istituti e imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari)».

«Atm - dicono ancora dall'azienda di trasporti - è chiamata in causa in qualità di committente e in tale veste è responsabile in solido con l'appaltatore per i pagamenti da effettuare ai lavoratori».

Dall'azienda tengono inoltre a precisare che «la gara per il nuovo contratto di servizio di portierato/vigilanza prevede che i partecipanti alla gara stessa accettino di adeguare l'importo orario riconosciuto dalla sentenza in oggetto».

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