Villa Certosa, Berlusconi: "Toccato il fondo" Nuovo colpo di scena: "Veronica ha l'amante"

Il premier: "Vicende personali strumentalizzate per fini politici". Giostre, pizze e summit: la vera storia di Silvioland. Le rivelazioni della Santanchè: "Da anni la first lady ha una relazione con la sua guardia del corpo". Ma il bodyguard smentisce

Villa Certosa, Berlusconi: "Toccato il fondo" 
Nuovo colpo di scena: "Veronica ha l'amante"

Roma - Si limita a poche parole Silvio Berlusconi. Che si dice «dispiaciuto» perché «si portano sulle prime pagine dei giornali situazioni» che «dovrebbero attenere esclusivamente alla vita di una famiglia». «Tutto qui». Il Cavaliere, dunque, non smentisce Daniela Santanchè che intervistata da Libero aveva raccontato di come Veronica Lario abbia «da tempo un compagno». Con tanto di nome e cognome: Alberto Orlandi, 37 anni, capo scorta di Villa Macherio. Ben più netto, invece, sulle foto a Villa Certosa perché, spiega tra gli applausi dei sostenitori all'Hotel Palace, «siamo arrivati davvero a toccare il fondo con queste intromissioni nel privato». Insomma, «nessuno può accettare che da fuori si arrivi a fotografarti dentro casa». Eppoi «quelle foto le ho viste» e «sono inutili» tanto che «secondo la valutazione di un giornale della Mondadori non valevano nemmeno 10mila euro».

E in serata, sempre riferendosi alle parole della Santanchè, aggiunge: «Debbo constatare con amarezza che la mia vita privata viene continuamente strumentalizzata e utilizzata a fini politici». E continua: «I miei tre figli più giovani non hanno in alcun modo preso posizione rispetto alla separazione dei genitori e d’altronde io non desidero che lo facciano». Perché «Credo che l’amore e l’educazione che hanno ricevuto dalla loro madre e da me abbiano consentito loro di crescere bene e di munirsi di quella dose supplementare di equilibrio richiesta in una condizione di particolare visibilità familiare. Credo altresì che nessuno debba permettersi di interpretare arbitrariamente il loro apprezzabile riserbo».

Le ultime ore, dunque, sembrano aver cambiato decisamente gli equilibri della vicenda Noemi. Intanto la notizia del compagno di Veronica Lario che, di fatto, rimanda la palla nel campo avversario e permette a Berlusconi di non giocare più in difesa. Eppoi la lettera di Gino Flaminio, che al Corriere della Sera chiede scusa a tutti ed esclude relazioni non trasparenti tra Noemi e il premier. Un deciso cambio di rotta rispetto alle ultime settimane. Così, Berlusconi a Bari preferisce parlare a lungo di quanto fatto fino a oggi dal governo (le regioni di centrodestra partiranno col piano casa e i lavori alla Maddalena saranno ultimanti la prossima settimana). Il resto della giornata pugliese è un lungo bagno di folla per le vie del centro. C'è una contestazione organizzata, ma neanche in campagna elettorale si era vista tanta gente. È tutto uno stringere mani e un applaudire, con il Cavaliere praticamente assediato dai sostenitori. «Diecimila», giura Raffaele Fitto che in quanto a capacità organizzativa dimostra ancora una volta di non avere rivali, almeno nel Pdl.

Ed è da Bari che vuole ripartire Berlusconi, galvanizzato dal bagno di folla sulle note del jingle: meno male che Silvio c’è. «È questo il Paese reale, non quello che ci raccontano certi giornali», dice soddisfatto ai suoi sulla via dell'aeroporto. Dopo i giorni caldi della vicenda Noemi, insomma, la boccata d'ossigeno è di quelle che non si dimenticano. La certificazione che quello che dicono i sondaggi è vero: il consenso non è scalfito. Ma soprattutto, aggiunge in privato il premier, «gli italiani hanno capito». Secondo Berlusconi, dunque, la partita dovrebbe chiudersi dopo le elezioni, perché è chiaro che un successo o una sconfitta del Pdl non può che essere interpretata alla luce del gossip. Il premier sa bene che dopo le elezioni si aprirà un'altra partita. Perché se in Italia «l'assalto mediatico-giudiziario» è probabilmente destinato a fare un buco nell'acqua, altra cosa è l'estero. E in vista del G8 di luglio, teme, «potrebbero tornare alla carica per delegittimarmi sul piano internazionale».

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