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Politica

«Voti raccolti porta a porta e un cartone animato Così espugno i feudi rossi»

Roma«Per battere la sinistra, nelle sue roccaforti, bisogna rompere».

Rompere?

«Sì, gli schemi».

In che senso?

«Si vince se si sorprende, se si è in grado di suscitare emozioni, se si porta avanti un progetto reale di cambiamento, se i cittadini ti considerano “uno di loro”».

A parole sembra facile.

«Lo diventa nei fatti, grazie ad una concreta “politica del fare”. E basta mettere in evidenza che a sinistra competono solo per detenere e gestire il potere, visto che fanno politica per professione. Come nel caso del mio avversario del 6 e 7 giugno, Leonardo Marras, uomo d’apparato, che a 36 anni è già vecchio. Per noi, invece, portare avanti un programma è un impegno verso gli elettori». (Parola di Alessandro Antichi, candidato Pdl alla presidenza della Provincia di Grosseto. Cinquantun anni, avvocato («professione che continuo a svolgere, perché non faccio politica per necessità»), già sindaco del capoluogo per due mandati (dal 1997 al 2005), primo a scardinare l’egemonia comunista che durava da mezzo secolo).

Dopo il Comune, la Provincia. Ma stavolta la sfida è più tosta.

«Guardi, nel ’97 Grosseto era una città depressa, scontenta. E approfittai della diffusa consapevolezza verso un rinnovamento della classe politica, ottenendo, al primo turno, il 51,4% dei consensi. Quattro anni dopo venni riconfermato a stragrande maggioranza, con il 58%, un dato più ampio rispetto a quello dell’allora Cdl. Quindi...».

Quindi?

«Mi votarono pure quelli di sinistra. E in una Toscana abituata a vivere in un regime apparentemente blando e mortificante, portato avanti da quella parte politica, riuscimmo a ridare fiducia, dinamismo, credibilità. Tanto che spuntarono pure le magliette con la scritta “orgoglio maremmano”».

Sì, ma adesso il territorio è più ampio e nel 2004...

«Lo so, lo so, il centrodestra perse con il 35%. Ma ora è diverso, siamo testa a testa. E se arrivasse Silvio Berlusconi...».

Spera in un suo comizio.

«Beh, con lui battemmo la sinistra nel ’97. E la sua presenza, magari a fine campagna elettorale, ci darebbe la spinta finale per vincere».

Intanto si attrezzi.

«Ci mancherebbe, vado avanti alla vecchia maniera».

Cioè?

«Porta a porta».

Casa per casa.

«Già. La sfida è ancora più grande rispetto a quella passata, visto che parliamo di una delle province più vaste ma meno popolose d’Italia. E stiamo cercando di mobilitare un elettorato tradizionalmente distante, attraverso un mix di tradizione e innovazione».

Innovazione?

«Sì, mi riferisco ad un uso massiccio delle nuove comunicazioni. Ad esempio, oltre al sito Internet, ho aperto pure un canale su YouTube, ho una pagina su Facebook. E ho lanciato uno spot con un cartone animato».

Addirittura?

«Sì, l’ho fatto per smitizzare un po’. E in cinque giorni ha già ottenuto in Rete 600 visite».

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