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Antica malattia del pene su un affresco a Pompei

Una rivista medica si focalizza su un affresco del dio Priapo a Pompei: a esso viene associata una fimosi, che può causare infertilità

Antica malattia del pene su un affresco a Pompei

Dall'antichità provengono sempre dei grandi misteri: uno dei più grandi è Pompei, la città campana che fu devastata da lava e lapilli. Il nuovo quesito del giorno è contenuto in un affresco relativo al dio Priapo: nell'iconografia pagana, Priapo ha un pene gigante, tanto che in suo onore è stato dato il nome di priapismo a quelle malattie che fanno ingrossare il membro virile. Ma è stato un dettaglio del genitali di Priapo a destare l'interesse dei medici.

Sulla rivista medica Urology, infatti, viene stabilito che Priapo, considerato il dio della fertilità, potrebbe invece non essere stato fertile. In molte culture primitive, non solo nell'Impero Romano precristiano, il pene enorme entra nelle raffigurazioni della fertilità, ma, secondo questi ricercatori, si trattò di un'errata comprensione del fenomeno.

«Un membro virile sproporzionato - spiega lo studioso Francesco Maria Galassi in un'intervista - è caratterizzato da una fimosi in corso, più specificamente da una fimosi chiusa». La fimosi è una patologia che impedisce la fuoriuscita del prepuzio e viene curata solitamente con la circoncisione. E può portare all'infertilità. «Forse - commenta la studiosa di classicità Jessica Hughes - abbiamo bisogno di vedere quest'affresco come un simbolo sul potere del corpo divino che non soffre delle stesse limitazioni biologiche del corpo mortale». In altre parole, anche se il dio sembra afflitto da un problema di infertilità, gli dei, essendo onnipotenti, dovevano essere per forza fertili.

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